Terremoto, danni indiretti: “No elemosine di Stato. Restituire subito la dignità alle persone”

L’intervento dei consiglieri regionali e dei parlamentari umbri del Movimento 5 Stelle

PERUGIA | (ACS) – “L’appello di Catiuscia Marini al Governo nazionale sui danni indiretti post-sisma rappresenta un gesto necessario, se si vuole davvero salvare l’economia di questa regione. È decisamente finito il tempo delle elemosine”. È quanto dichiarano i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari.

“È infatti improponibile pensare – spiegano Liberati e Carbonari in una nota congiunta con i parlamentari umbri Filippo Gallinella e Tiziana Ciprini – di erogare alle imprese appena il 20 per cento di quanto perduto, come suggerirebbe Catiuscia Marini. Nel momento in cui le casse vuote delle banche amiche sono state riccamente rimpinguate di miliardi, nessuno si permetta di lasciare i cittadini a piedi, come purtroppo si tenta di fare. Rifondere il 20 per cento del differenziale costituirebbe una misura talmente inadeguata da comportare la fine delle speranze e la scomparsa del posto di lavoro di tantissimi occupati in tutti i settori. Il M5S, alla Camera dei deputati, ha già fatto approvare un ordine del giorno teso proprio al rimborso dei danni indiretti, raccogliendo il grido di dolore degli imprenditori del turismo. Tale ordine del giorno deve essere rispettato e non aggirato con iniziative simili. Anzi: l’obiettivo ora deve essere quello di estendere concretamente le relative provvidenze anche a industriali, artigiani, commercianti e professionisti che stiano subendo perdite economiche legate al sisma”.

“In Regione – proseguono gli esponenti pentastellati – siamo estremamente vigilanti, con numerose interrogazioni sulle gravi lacune della fase emergenziale tuttora in corso, nonché sulle incertezze della ricostruzione, priva di un modello chiaro e definito. Il rischio è che, a fronte di future crisi sismiche, si registrino ancora estese inagibilità, pur avendo speso miliardi per riqualificare il patrimonio immobiliare esistente. È venuto dunque il momento di sbloccare i fondi necessari per ripartire, senza ulteriori indugi ed evitando elemosine di Stato. Si operi, invece, con autentico rispetto della dignità della nostra gente, magari riuscendo a gestire in modo finalmente decente l’emergenza, rassicurando, con risorse certe, tutti i comparti in sofferenza”.

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