Convenzione welfare, Trenta (M5S): “Non ci fidiamo delle promesse del vicesindaco Malafoglia”

Di Angelica Trenta, consigliere comunale M5S Terni

Non ci fidiamo dell’ennesima promessa da parte del vicesindaco e di questa amministrazione che finora ha portato avanti una politica improntata sugli affidamenti diretti senza gara, sui tagli al welfare, abbandonando a loro stessi funzionari ed operatori sociali comunali, lasciando ai cittadini il peso di una montagna di debiti fuori bilancio che aspettano ancora di essere chiariti.

La convenzione sul sociale-assistenziale approvata in seconda commissione, la quale ha avuto da parte del Movimento 5 Stelle un voto di astensione, è una convenzione che fino a questo momento non ci dice nulla nella sostanza della modalità in cui verranno redistribuiti i fondi in arrivo. Ad oggi, dopo tante promesse, ci troviamo di fronte ad una situazione gravissima: il 31 dicembre sono stati tagliati alcuni servizi di cui usufruivano le persone con disabilità, le quali, rappresentati dalle loro associazioni di riferimento, sono recentemente venuti in II commissione ad esporre tutto il loro sdegno. L’assistenza indiretta – e quindi un contributo in denaro sistematico per le persone con disabilità – malgrado ben due atti di indirizzo votati a maggioranza in consiglio comunale, è ancora utopia. Ma soprattutto, quello che ci preme sottolineare, sono le rimostranze, le riflessioni e le proposte ad oggi inascoltate dei presidenti di quelle associazioni di cittadini disabili che abbiamo ospitato in commissione: si è parlato di qualità dei servizi a loro avviso scadenti, di mancata condivisione degli obiettivi, di impossibilità di valutazione dei servizi da parte degli utenti, di impossibilità di fare sopralluoghi nei centri residenziali e semi-residenziali. Come avrà intenzione il Partito Democratico che governa la città di distribuire le risorse che interesseranno anche Terni? In base a quali analisi dei servizi (diretti ed indiretti), in base a quali valutazioni, in base a quale dichiarata qualità non dimostrata qualcuno si accaparrerà denaro pubblico in assenza di audit, di analisi scientifiche e formali dell’utenza alla quale fino ad oggi è stata negata la possibilità di esprimersi? La vicesindaco Malafoglia, relativamente alla questione della vita indipendente e dell’assistenza indiretta, ha candidamente ammesso in corso di commissione che il suo iniziale ottimismo di raggiungere gli obiettivi in merito è man mano decaduto scontrandosi con una realtà restìa a far fronte a quei diritti rivendicati dalle persone con disabilità. La Regione Umbria governata sempre dal PD, e di conseguenza la nostra Terni governata da chi, senza alcuna identità si sottomette ai diktat regionali, intende continuare a negare un diritto fondamentale riconosciuto dalla legge e dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità: la possibilità di scegliere per la propria vita, attraverso la decisione di poter accedere ad assegni di cura, o la frequenza di strutture e centri, o entrambe le cose senza che una escluda l’altra. Ad oggi non ci sono stati risultati in tal senso ma è continuata la spartizione di risorse pubbliche senza possibilità da parte dei cittadini di incidere veramente. Gli interessi sembrano spesso essere stati ben altri, guidati da una logica spartitoria di risorse che non hanno messo al centro le necessità e i desiderata dei cittadini disabili e di tutte quelle fasce che compongono l’area d’interesse del Sociale. Un’amministrazione che ha smantellato i servizi sociali pubblici, delegando al privato funzioni che prima erano portate avanti con competenza e dignità dai nostri assistenti sociali, oggi messi in disparte e decimati; con il Partito Democratico che esclude dalle decisioni sull’erogazione dei servizi le valutazioni degli stessi cittadini, gli unici aventi maggior diritto di parola in merito. Di un’amministrazione del genere non possiamo fidarci: vogliamo i fatti, e ad oggi, i fatti, dimostrano anche in questo ambito la totale incompetenza e miopia degli amministratori locali.

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