Umbria “rossa” Jazz a Terni, Melasecche: «Progetto serio oppure spot per il sindaco?»

«Chi è il mecenate di turno cui dobbiamo rendere omaggio? Il sindaco pensa che in mezzo a questo disastro generale una rondine faccia tornare la sua personalissima primavera?»

Di Enrico Melasecche*

Il crollo di popolarità del sindaco obbliga la Regione a fare da tappabuchi in modo estemporaneo. La crisi in cui versa la città rischia di travolgere il “sistema Terni” e con questo anche il “sistema Umbria”. L’allarme nel PD è fortissimo e la paura fa novanta. La popolarità del sindaco è ai minimi termini, fra debiti che spuntano come funghi, notizie che colpiscono particolarmente la pubblica opinione sull’inquinamento e le malattie che ne derivano, con la magistratura che svolge il proprio compito nel far rispettare la legge. Cosa escogita allora la cabina di regia perugina? Una serata di baldoria, per illudere i ternani che tutto va a gonfie vele, non si nega a nessuno per cui si riaprono i rapporti con Umbria Jazz, che noi avevamo riportato a Terni in modo organico e con un progetto duraturo, costruendo un evento che attiri in un pomeriggio migliaia di persone. Più che di un progetto culturale e turistico non vorremmo si tratti di uno spot. Siamo stati fra i sostenitori, fin dai tempi che furono, di una presenza ternana importante nell’ambito di Umbria Jazz, piuttosto che scendere nell’autarchia di una Terni in Jazz su cui abbiamo speso molto ed è rimasto nulla, per cui non possiamo che gioire di questo. Qualche domanda però si impone.

  • Si tratta di uno spot oppure di una convenzione organica su cui impostare un progetto per i prossimi dieci anni?
  • È vero che a Carlo Pagnotta qualcuno avrebbe suggerito Mika? Siamo per tutte le possibili contaminazioni ma cosa c’entra il pop, il post-pop, con il jazz? Si facciano almeno scelte ponderate legate ad una progettualità seria.
  • Quanto costerebbe l’evento complessivo?
  • Considerato che il Comune ha debiti fino al 2045, come la mettiamo con le priorità per la cultura visto che pende sul Briccialdi la spada di Damocle della chiusura, le associazioni di volontariato, quelle sportive e quelle culturali fanno letteralmente la fame?
  • Anche Narni ha chiuso con il Narni Black Festival che, con risorse minime, riusciva a fare un cartellone di tutto riguardo; quale rapporto c’è con quella manifestazione di cui Pagnotta ha sempre parlato molto bene (sparando cannonate sul sindaco di Terni)?
  • Chi è il mecenate di turno cui dobbiamo rendere omaggio?
  • È convinto il sindaco che in mezzo a questo disastro generale una rondine faccia tornare la sua personalissima primavera?

*Lista Civica “I love Terni”

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