Terni: «Si riaccende l’inceneritore dell’ex Printer? Truffa alla città»

«Regione Umbria e Comune di Terni devono fermare l’incenerimento dei rifiuti provenienti da fuori regione». L’intervento del consigliere Enrico Melasecche (Lista civica ‘I love Terni’)

Di Enrico Melasecche*

Fu spinto con le argomentazioni  più assurde. Raffaelli, seguito dalla sua maggioranza, fece interventi personali e decine di comunicati per promuoverlo. Si è rivelato una truffa alla città. Era il 2000 e Raffaelli, neosindaco di Terni, fece di tutto e di più per promuovere la nascita di quello che era il terzo inceneritore di Terni. Decine e decine di comunicati stampa ripercorrono quella fase storica. Il 18.02.2000 Raffaelli comunica, parole testuali, che: “la realizzazione di questo tipo di centrali, di piccole dimensioni, è incentivato dall’Unione Europea perché questi impianti rappresentano l’applicazione delle direttive più moderne e avanzate in fatto di produzione di energia elettrica rispettosa dell’ambiente….in particolare il Sindaco ha reso noto che l’energia ricavata servirà anche per dare sostegno a un impianto, presso la piana di Maratta, di AGRICOLTURA BIOLOGICA. Il progetto della Printer ha ricevuto tutte le autorizzazioni dovute ed È SICURAMENTE POSITIVO IL SUO SALDO ECOLOGICO….positivo anche dal punto di vista industriale, in quanto ASSICURA OCCUPAZIONE e soprattutto l’ENERGIA PRODOTTA PUÒ ESSERE UTILIZZATA DA ULTERIORI INIZIATIVE INDUSTRIALI. Il problema é anche quello di dar luogo a UN NUOVO SVILUPPO DELL’ASSETTO INDUSTRIALE  di Terni, per dare risposte a un sempre più crescente bisogno di lavoro da parte delle nuove generazioni. Uno sviluppo che deve essere sostenibile, RISPETTOSO DELL’AMBIENTE….Bocciare il progetto della Printer senza motivazioni valide per il Sindaco significherebbe anche dare un segnale del tutto negativo a quegli imprenditori che vorrebbero investire sul territorio….”. Facciamo una disamina in nove punti.

1)- Saldo ecologico positivo? Falso in modo abbastanza becero. Il “negazionismo ambientale” costituiva la filosofia  alla base della politica della sinistra a Terni. L’arroganza al potere si permetteva di fare dichiarazioni a dir poco esilaranti. Bruciare decine di migliaia di tonnellate al centro della Conca ternana non poteva non rappresentare un nocumento grave ed immediatamente percepibile.

2)- Industrialmente positivo? Posti di lavoro pochissimi.

3)- Immagine della città? Quella di città inquinata, penalizzata da impianti che disincentivano produzioni agricole ed alimentari ma anche l’afflusso di nuove famiglie residenti.

4)- Agricoltura biologica? Mai una sola serra è stata realizzata. Se tale sviluppo faceva parte seriamente del progetto avrebbe dovuto costituire non una vaga promessa descrittiva, tanto per irretire la pubblica opinione, ma avrebbe dovuto essere parte integrante dello stesso.

5)- Energia per il territorio? Falso perché l’energia prodotta viene ceduta alla rete nazionale e non incentiva nè ha incentivato una sola iniziativa industriale in loco.

6)- Biomasse? Solo a parole perche da anni ormai utilizza pulper, residuo inquinante della produzione della carta, ricco di plastica e cloro che deve essere bruciato ad altissime temperature per non emettere diossina dai camini.

7)- Solo Biomasse vergini? Ha bruciato anche CDR, combustibile da rifiuti, per 18 mesi, grazie alla volontà politica di farlo acquistare dall’ASM, con una manovra dagli aspetti poco chiari.

8)- Traffico? Migliaia di mezzi pesanti importano da fuori regione il pulper impregnato d’acqua e riportano fuori le ceneri per essere smaltite; maggiore traffico, inquinamento, usura delle strade.

9)- Regolarità nella gestione? Sono stati accertati a posteriori, rilevanti sforamenti nelle quantità e tipologie di carburanti utilizzati, cosa molto grave, in considerazione dei mancati controlli da parte delle autorità competenti.

     Il bilancio complessivo a distanza di quindici anni è drammaticamente negativo. Una cultura, quella del “negazionismo ambientale” della sinistra ternana che in questi anni ha non solo gravemente sottovalutato il problema dell’inquinamento e delle malattie tumorali ed allergiche connesse, ha penalizzato la città come immagine riducendo la residua attrattività, unica in Umbria in cui sono stati costruiti ben tre inceneritori, ma ha anche concepito una industrializzazione residuale da paese sottosviluppato. Rimane l’amarezza di sponsorizzazioni politiche, di sinistra ma anche di alcuni rappresentanti del centro destra che hanno prodotto un danno grave alla città.

     Dopo quello che è accaduto il Comune deve intervenire presso la Regione affinché cessi definitivamente a Terni l’incenerimento di rifiuti importati da fuori regione, ruolo da città colonizzata ed incompatibile con una immagine di territorio salubre ed attrattivo che voglia realmente perseguire una ripresa economica ed industriale di alto livello qualitativo.

*consigliere comunale, Lista Civica “I love Terni”

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