Predissesto Terni, Lega Nord: “Il Viminale evidenzia l’incapacità della giunta”

Fiorini commenta le osservazioni formulate dal Ministero dell’Interno sul piano di riequilibrio predisposto dal Comune di Terni: “Documento approssimativo e superficiale, cade la maschera del sindaco”

di Emanuele Fiorini, consigliere regionale Lega Nord Umbria

Il Viminale ha posto in luce l’incapacità della Giunta Di Girolamo di far fronte alla grave situazione economico-finanziaria in cui versa il Comune di Terni e, in particolare, a tutte quelle criticità di bilancio che la Giunta stessa ha contribuito a creare attraverso una gestione scellerata della cosa pubblica”. Il capogruppo regionale Lega Nord Umbria, Emanuele Fiorini, interviene in merito alle osservazioni mosse dal Ministero dell’Interno al piano di riequilibrio pluriennale presentato dall’Amministrazione comunale per uscire dal predissesto economico. “Non uno o due, ma ben 18 rilievi – sottolinea Fiorini – E questo vuol dire solo una cosa: il piano di rientro è stato formulato con approssimazione e superficialità. Significativa l’erronea determinazione della massa passiva in cui, secondo il Viminale, non sono ricompresi tutti i debiti effettivi e, in particolare, non sono indicati i quasi 11 milioni di euro delle 6 annualità di disavanzo derivante dal riaccertamento dei residui, né il disavanzo del 2016. Dove troverà i soldi la Giunta nei 30 giorni accordati e quali saranno le misure di risanamento di cui dovranno farsi carico i cittadini? Ma il documento del Ministero fa cadere la maschera dell’assurdo sbandierato ottimismo del Sindaco e dei suoi assessori sullo stesso impianto generale del piano. Le osservazioni del Viminale involgono, infatti, carenze contabili, fattuali e documentali di cui il progetto è infarcito. Appare chiaro come il documento sia stato elaborato partendo da una rappresentazione non veritiera della realtà e senza le necessarie capacità e competenze, con il goffo intento di coprire carenze operative e gestionali, nonché la scelleratezza di alcune scelte politiche. Più volte, da quando Sindaco e Giunta sono finiti sotto la lente della Magistratura, lo stesso Di Girolamo ha dichiarato di voler mantenere il proprio incarico a dispetto delle indagini in corso per affrontare la grave situazione della città pure sotto il profilo del dissesto finanziario. Ora è appurato, anche a livello ministeriale, che questa Amministrazione non ha le capacità per poter fare tutto ciò. Cosa serve di più al Sindaco per ammettere il proprio fallimento politico e rassegnare le dimissioni senza far perdere ulteriore tempo ad una città martoriata, ingannata e ormai allo stremo? Forse che tutti i cittadini di buona volontà, a prescindere da bandiere e appartenenze politiche, scendano in piazza per chiederglielo a gran voce? Se così fosse, noi ci saremo.

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