Gelo e silenzio sui terremotati umbri: “La Marini venga a passare una notte in tenda con noi”

La provocatoria proposta arriva dal Movimento 5 Stelle che, tramite il consigliere regionale Andrea Liberati, invita la governatrice umbra a trascorrere una notte in tenda, insieme ai terremotati, per capire in che condizioni sono costretti a vivere

ACS | PERUGIA – “Catiuscia Marini trascorra assieme a noi almeno una notte della prossima settimana nelle tende sociali che, in vista di altre sistemazioni, ormai prossime, sono però ancora installate e affollate nelle frazioni di Cascia. Restiamo accanto a decine di sfollati e ai loro disagi, come quello di recarsi nottetempo nei bagni senza nemmeno un percorso riscaldato, talora col virus influenzale in corso e con la febbre, come purtroppo accade”. È questo l’invito formulato dal capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Assemblea legislativa dell’Umbria, Andrea Liberati, alla presidente della Giunta.

Per Liberati “in questi giorni si parla poco dell’emergenza in corso. Della neve che sfonda le tende. Del gelo che spacca tutto. Della gente sfinita dalle incertezze. Si evoca il futuro, tacendo del presente. È quindi il momento di offrire una testimonianza diversa rispetto a quanto visto sin qui. Soprattutto per chi è rimasto nel territorio di Norcia e Cascia, la gestione di questa fase appare infatti unanimemente lacunosa, a dispetto dell’aiuto fornito da tante persone e da funzionari pubblici ricchi di buona volontà, ma poveri di mezzi e privi di regia politica. Soltanto soggiornando in loco per qualche giorno e aumentando la capacità di ascolto – sottolinea il consigliere di opposizione – può crescere il livello di empatia e di diretta conoscenza, toccando con mano la gravità delle questioni, comprendendo la cogenza dei problemi e la loro complessità, certo insostenibile soprattutto per le famiglie, per gli anziani soli, per le imprese”. 

Secondo Andrea Liberati “dopo qualche notte in tenda, facendo la stessa vita dei terremotati, l’indomani ascolteremmo più attentamente, dalla loro viva voce, i problemi che da mesi attanagliano gli allevatori, tuttora senza stalle provvisorie e senza moduli abitativi per le loro famiglie, così come senza casette resteranno per lunghi mesi migliaia di persone, al di là dei pochi cassoni sociali finora allestiti, al di là della misera ventina di Sae (Soluzioni abitative in emergenza) quasi pronte (meno del 5 percento di quelle necessarie), oggetto di pubblica riffa. A quel punto, direttamente partecipi di tanto disordine, saremmo talmente indignati e furibondi che forse ci prenderà il ghiribizzo di ribaltare qualche tavolo che conta, magari iniziando proprio dal nostro, in Regione? Presidente, attendiamo dunque un Suo cortese riscontro al riguardo. Fissi lei la data, conformemente ai suoi alti impegni istituzionali”. 

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