Ex comunisti in pressing sulla Magistratura, Melasecche: “Perchè il centro sociale di Bartolini ha avuto dal Comune un attico gratis?”

“Un intero piano dell’ex Foresteria della Terni è stato dato in uso gratuito al centro anziani di Bartolini. La Corte dei Conti valuti se sussiste un danno erariale”. Il consigliere comunale di opposizione commenta le recenti uscite dell’associazione Berlinguer e dell’ex onorevole Mario Andrea Bartolini, presidente del centro anziani “Alessandro Volta” e dirigente dell’ACI

Di Enrico Melasecche*

Che anche a Terni la magistratura debba fare il proprio dovere rappresenta una dichiarazione di una inutile ovvietà. Che alcuni soggetti che da decenni fanno parte integrante del sistema di potere per aver ricoperto incarichi istituzionali e/o per avere usufruito dei vantaggi di meccanismi fin troppo partigiani cerchino di tirare per la giacchetta il Procuratore Capo della Repubblica è cosa abbastanza sconveniente, soprattutto se fino ad oggi hanno sempre taciuto sui meccanismi irregolari con cui veniva qui da noi gestita la cosa pubblica, con i risultati drammatici che tutti possono constatare. Non mi dilungo, l’ha già fatto Paolo Crescimbeni, sulla singolarità che Giocondo Talamonti, ex assessore di Di Girolamo in quota Partito dei Comunisti Italiani, oggi utilizzi il nome di Enrico Berlinguer (noto per l’appello che fece al suo partito di ritirarsi dall’occupazione manu militari delle istituzioni) per intervenire a gamba tesa nel sostenere esattamente il contrario di quanto proponeva lo storico segretario del PCI. Mi meraviglio in questa sede dell’intervento di Mario Andrea Bartolini il quale, dall’alto del panorama su Corso Tacito che gode la nuova sede del Centro Sociale Volta, nell’attico generosamente ottenuto dall’amico Di Girolamo, fa anche lui appello alla Magistratura affinché sia buona con il sistema magmatico, produttore di pubblico debito, di cui il munifico sindaco chiede oggi ai ternani di farsi carico. Orbene la Palazzina della ex Foresteria della Terni, fu acquistata dalla giunta Ciaurro per 5 miliardi di lire, circa 2,5 milioni di euro, per una serie di ragioni, la principale fu quella di insediarvi la sede di rappresentanza del Polo Universitario di Terni. Altri tempi, altre speranze, ben altra spinta propulsiva. Tuttavia regalare a Mario Andrea Bartolini l’affitto di un intero piano di quell’edificio storico, del valore di circa 20.000 € l’anno di canone che pagano per suo conto i ternani in termini di maggiori imposte sembra alquanto sconveniente sotto tutti i punti di vista e, Gianfranco Ciaurro, persona amabile ma di forte temperamento, nonostante l’amicizia con il presidente del Volta, si adirerebbe, non poco, nel constatare come i suoi successori a Palazzo Spada tengano in nessun conto il suo  “lascito politico” che era quello di promuovere il benessere della città, favorendone la crescita culturale e lo sviluppo economico anche tramite la valorizzazione della presenza universitaria. Poiché a Terni siamo ormai giunti ad un livello tale di assuefazione rispetto a metodi indecenti di utilizzo delle risorse e delle cariche pubbliche, mi permetto di porre qualche domanda. È corretto che un bene pubblico costato alla città una cifra importante venga poi ceduto, gratis et amore, per ragioni evidentemente di consenso elettorale ad una associazione gestita da politici amici? Non è questa la filosofia di fondo che ha contribuito a creare negli anni il dissesto finanziario? È opportuno che chi presiede un centro sociale come il Volta, che fino a prova contraria non dovrebbe essere associazione fiancheggiatrice di alcun partito, presieda in contemporanea l’associazione Berlinguer, costola ternana del Partito dei Comunisti Italiani, esponga di fatto l’associazione in appelli odiosi nei confronti della Magistratura? Oppure l’appello è fatto in nome e per conto di tutti gli automobilisti iscritti e non iscritti all’ACI di cui Bartolini ricopre in contemporanea altre poltrone, probabilmente anche ben retribuite? Possibile che lo statuto dell’ACI che gestisce per conto dello Stato il P.R.A, non preveda l’incompatibilità con un ruolo decisamente partitico? Qualche riflessione si impone anche e soprattutto su coloro che continuano qui da noi ad utilizzare disinvoltamente beni pubblici come fossero “cosa propria”, continuano a fare dichiarazioni di castità quando sono in palese conflitto di interessi, sollecitano la Magistratura a fare il “proprio” dovere (cioè quello parzialissimo che loro desiderano). Piuttosto se la Corte dei Conti, la stessa che dovrà dare il parere sul piano lacrime e sangue di rientro dal predissesto, esaminasse anche la convenzione gratuita con cui è stato assegnato amicalmente in campagna elettorale quell’immobile di prestigio, con parco secolare annesso, potrebbe eccepire un’ipotesi di danno erariale chiamando a rimborsare quel canone di lusso sia il comodante che il molto comodo comodatario. Il comunista Berlinguer e il liberale Ciaurro almeno su questo sono convinto che plaudirebbero.

*Lista Civica “I love Terni”

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