Terni: “A chi sono state abbonate tasse comunali e sanzioni? Come per lo scandalo MPS i debiti altrui li pagano tutti i cittadini”

Melasecche interviene sui crediti non esigibili e chiede di conoscere gli elenchi dei soggetti a cui il Comune di Terni non ha fatto pagare l’IMU, le addizionali IRPEF, TARSU, TOSAP, sanzioni edilizie e altre tipologie di multe e tributi comunali

di Enrico Melasecche*

Siena nell’occhio del ciclone: soldi degli italiani per rimediare a fidi miliardari non onorati. Trasparenza va fatta. Ma anche Terni non ride. Predissesto pagato da cittadini inermi: chiediamo i tabulati di coloro cui il Comune ha abbonato IMU, addizionale IRPEF, TARSU, TOSAP, sanzioni edilizie, ecc.

Si parla in queste ore dell’ennesimo salvataggio del Monte dei Paschi di Siena, la banca governata dal PD toscano e dai suoi vertici nazionali, a carico per la seconda volta delle finanze statali, dopo il primo del Governo Monti, con gli italiani costretti ad indebitarsi ulteriormente per rimediare ad errori su errori ma anche a malversazioni reiterate ed irresponsabili. Fidi concessi con faciloneria, pompati dalla politica, mentre, ricordo benissimo, anche qui a Terni si strozzava la piccola impresa in difficoltà che superava di cento euro il fido assegnato. Si levano voci sempre più autorevoli, compresa quella del Presidente dell’ABI, che chiedono trasparenza nel pubblicare i nomi dei 100 più importanti debitori che hanno contribuito, non onorando i propri debiti, al dissesto della banca toscana. Ma se Siena piange, Terni nel suo piccolo non ride. I nostri solerti amministratori hanno mandato in prescrizione decine di milioni di crediti del Comune, nonostante gli appelli accorati del sottoscritto e nonostante esempi virtuosi lasciati dalla amministrazione Ciaurro sulla “lotta alla evasione generalizzata, finalizzandola alla riduzione di imposte e tariffe”. Giustizia fiscale e giustizia distributiva sono alla base di ogni pubblica amministrazione. Soltanto a gennaio 2015 il Comune è stato costretto a cancellare definitivamente dal proprio bilancio, taroccato da lustri, ben 54 milioni di crediti non esigibili (che dovremo pagare noi tutti da qui al 2045 con 1.840.000 € l’anno) ma molti di più sono i milioni di euro mandati in prescrizione per incapacità manifesta o, il dubbio è legittimo, amicalità inopportuna. Nel caso del Comune sarebbe giusto che, come sta avvenendo per il Monte dei Paschi, vengano resi noti, con gravissime responsabilità di sindaci ed assessori, compresi gli attuali, i nomi di coloro che, per una ragione o per un’altra, non hanno onorato quanto dovevano alle pubbliche finanze, amministratori che oggi ricorrono all’aumento delle mense scolastiche e della Tassa Rifiuti, alla riduzione dei servizi, ma anche all’aumento dell’IMU nei contratti a canone concordato, all’aumento del costo dei parcheggi, per far fronte alla conseguente voragine finanziaria da loro provocata. Una cosa è la privacy, ben altro è il coprire con una cappa di piombo quella trasparenza indispensabile quando a pagare sono chiamati, in Italia per il Montepaschi, a Terni per il dissesto comunale, i cittadini inconsapevoli. Perché se dovessimo rilevare situazioni di ordinaria amministrazione relative ad imprese chiuse o altre di obiettiva incapienza il problema non si porrebbe ma il fenomeno è così esteso e patologico che credo tutti i ternani hanno interesse a capire cosa è accaduto in questi anni.

Ho predisposto un atto di indirizzo in tal senso affinché tutti i consiglieri comunali si esprimano in proposito prima che la Corte dei Conti approvi il giro di vite che sta per abbattersi da qui al 2021 per il predissesto, dopo che quello relativo i crediti farlocchi già pesa per trent’anni sulle famiglie e le imprese ternane ben oltre il debito ordinario precedente.

*Lista Civica “I love Terni”

 

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