Muore il giudice Santoloci, M5S: “Un’enorme perdita per Terni e per la Giustizia italiana”

TERNI – È morto ieri sera all’ospedale di Terni, dopo una lunga malattia, il giudice Maurizio Santoloci. Aveva 60 anni. Magistrato della Cassazione, Giudice per le indagini preliminari e Giudice Monocratico al tribunale di Terni, era conosciuto in tutta Italia come esperto di materie ambientali. E’ stato anche consigliere di diversi ministeri per l’Ambiente per il contrasto dei crimini ambientali, settore nel quale si era molto impegnato, anche come membro della Commissione per la revisione del Testo unico e dell’Osservatorio sui crimini ambientale.

Ha insegnato tecnica di polizia giudiziaria ambientale e procedura penale operativa per la Pg presso scuole statali e locali di polizia, tra cui la scuola del Corpo Forestale dello Stato di Cittaducale e la sede centrale del Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente. Santoloci, originario di Roma, ha iniziato la sua carriera come pretore a Sorgono, in provincia di Nuoro. Nel 1984 diventa pretore ad Amelia, prima di approdare al tribunale di Terni. Era direttore del sito e della rivista “Diritto all’Ambiente”. I funerali del giudice verranno celebrati lunedì 9 gennaio, alle ore 15, nella chiesa di Sant’Antonio di Terni.

IL CORDOGLIO DEL MOVIMENTO 5 STELLE – “Il gruppo consiliare del M5S Terni intende esprimere profondo cordoglio per la scomparsa del giudice Maurizio Santoloci. Un’enorme perdita per la nostra comunità e per la Giustizia italiana. Una persona che attraverso la sua attività lascia un’eredità culturale enorme a tutti noi ternani, che dovremo essere estremamente attenti a non dilapidare quel vento di verità che, grazie al suo lavoro è iniziato a spirare sulla città, in particolare sulle aree in forte sofferenza ambientale e sanitaria, al di là dei suoi riconosciuti lavori di approfondimento accademico e dottrinale in ambito nazionale e internazionale”. Lo dichiarano in una nota i consiglieri comunali del Movimento di Stelle di Terni.

WWF – “Con la scomparsa di Maurizio Santoloci il nostro Paese ha perso uno dei più tenaci garanti della giustizia ambientale”. Così la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi, che evidenzia come il giudice ternano sia stato “un vero e proprio pioniere della difesa dell’ambiente contro i ‘crimini di natura’ e contro i delitti dell’inquinamento: un punto di riferimento per il WWF, di cui è stato per diversi anni vicepresidente, e per le guardie volontarie del WWF che hanno spesso utilizzato la sua giurisprudenza e i suoi articoli giuridici come guida nella loro attività antibracconaggio”.

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