Terni, Crescimbeni: “Se non avessero occultato i debiti l’Amministrazione sarebbe caduta da tempo”

“Ho chiesto per quale ragione sono stati occultati i 15 milioni di debito, nessuna risposta alle domande dell’opposizione. La giunta comunale parla del predissesto e del piano di riequilibrio come se fossero risultati positivi”

TERNI – Riceviamo e pubblichiamo: La discussione oggi in Consiglio ha assunto oggi toni surreali: un’Amministrazione che tramite l’Assessore al bilancio parla di stato di predissesto e piano di riequilibrio come risultati positivi, obbiettivi raggiunti, ed una opposizione che pone domande pesanti anche senza avere risposte.

Ho chiesto il motivo dell’occultamento dei 15 milioni di debito, ho chiesto perché non si sia preferito tagliare le spese non obbligatorie e pagare così i debiti, perché comunque queste esposizioni non sono state dichiarate a suo tempo.

La verità è che, appalesando quei debiti, i bilanci non sarebbero passati e questa Amministrazione sarebbe caduta da tempo. Sindaco, Assessori e Consiglieri attuali oggi non sarebbero tali; siamo tutti degli ologrammi!

E cosa fa questa Amministrazione?

Paga i debiti nascosti, vecchi e nuovi, debiti che le hanno consentito di fare spese più……. politiche, ricorrendo alla vendita di beni comuni, farmacie, aziende, immobili di prestigio. Tutti noi Ternani paghiamo così debiti dovuti a scelte dissennate e non confessabili.

La crisi di Terni, dell’imprese in fuga, dei negozi che chiudono, dei giovani che emigrano è colpa essenzialmente di questo modo di governare la Città e le pubbliche risorse.

Abbiamo beni improduttivi? D’accordo, trasformiamoli in beni produttivi ma non utilizziamoli solo per tappare i buchi creati per favorire gli amici degli amici.

Di fronte a tutto ciò l’Amministrazione non si scusa, non si giustifica ma adotta atteggiamenti arroganti, tipo “Marchese del Grillo”, e ciò è nello stesso tempo tragico e ridicolo.

Verrebbe da dire loro la famosa frase di Cicerone: “usque tandem abutere patentia nostra……”.

La città è ferma, si svendono i beni pubblici solo per tappare i buchi, non le buche sia chiaro, e così sarà per i prossimi cinque anni.

Piano di rigore? Forse sì ….. ma di rigor mortis!

Paolo Crescimbeni

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