Regione Umbria: “Arriva il Megadirettore Galattico?”

La nuova figura del direttore generale della Giunta Regionale e gli equilibri politici tra ex comunisti ed ex democristiani

Ciuenlai per “UmbriaLeft.it”

PERUGIA – In Regione arriva il “megadirettore galattico”.  Sì, quello di fantozziana memoria, con le poltrone di pelle umana a decorare l’ufficio”. E’ così che sta finendo la vicenda del riordino della dirigenza che è stata al centro della disputa tra le due anime del PD umbro. La conclusione era nota da tempo, ma nessuno si è preso la briga di andare a spulciare la delibera approvata dalla Giunta Regionale. Noi l’abbiamo fatto e abbiamo scoperto cose “che voi umani non potete immaginare”. Il posto creato è un vero e proprio “centro di poteri” concentrati in una sola persona. Non ci credete? Beh se avete la pazienza di leggervi queste brevi note, tratte dallo stesso atto, lo capirete : “La direzione generale è la struttura di vertice amministrativo della Presidenza e della Giunta regionale alla quale sono assegnati i compiti di attuazione del programma politico-amministrativo e di sovrintendenza e coordinamento degli uffici, gestione dei rapporti con gli Enti locali, con gli organi ed organismi dello Stato e con gli altri enti a carattere nazionale, con gli organi ed organismi dell’Unione europea e internazionali; Il Direttore ha il coordinamento degli enti, delle aziende e delle società partecipate e/o controllate dalla regione, ivi compreso l’esercizio dei poteri di indirizzo e controllo analogo sulle società in house e delle politiche di settore, Sanità compresa”. Questa nuova figura diventa il “Supercapo dei capi” perchè ha poteri assoluti sulla dirigenza.

Infatti : 1) Fa la proposta di assegnazione degli obiettivi e delle risorse ai Direttori regionali; 2) Avoca la competenza alla adozione di specifici provvedimenti nei casi di ritardo, inerzia 3) esercita l’esercizio della autotutela in presenza di gravi violazioni del dettato normativo ovvero di palese contrasto con priorità indicate dalla Giunta regionale; 4) Segnala alle direzioni regionali condizioni di criticità e/o di priorità; 5) Sovraintende all’ applicazione delle direttive impartite dal Presidente, dalla Giunta regionale e dai singoli Assessori ; 6) Fa la proposta al Presidente di valutazione dei Direttori regionali, con il supporto dell’OIV che devono sottoporgli anche la griglia di assegnazione degli altri incarichi dirigenziali da presentare alla Giunta”. Manca solo che può dichiarare guerra e avere il potere di cambiare il Presidente. se non gli aggrada quello eletto dall’odioso popolo e il quadro sarebbe completo. Alcuni pensano che immettere nella struttura un elemento che accentra tanti poteri e competenze sia uno sbaglio, perchè può provocare conflitti e contenziosi con il resto dell’apparato. I mugugni dei Direttori e degli altri dirigenti suonano già alti nei corridoi dei palazzi del potere. Dunque il “pareggio” tra Barberini e la Governatrice (con lieve vittoria ai punti del folignate), se da un lato ha dato una certa stabilità politica, dall’altro può creare problemi di governabilità dell’apparato. Inoltre la vicenda ha mostrato l’enorme potere della tecnocrazia anche a livello locale. Una diatriba che poteva essere risolta con un semplice spostamento di un dirigente è, invece, durata mesi e mesi con accordi presi e stracciati e si è (forse) conclusa con questo provvedimento che sembra fatto apposta per risolvere il vero oggetto del contendere, la rimozione dal settore sanità dell’attuale responsabile Walter Orlandi e convincerlo a spostarsi nel nuovo “nido d’oro” della Presidenza. Lui fa sapere in giro “che non andrà via”. Del resto c’è tempo prima di prendere una decisione. Eh si perchè l’operazione non è proprio dietro l’angolo. La delibera approvata dalla Giunta dovrà avere diversi passaggi istituzionali e sindacali. Dovrà essere approvata dalla Commissione Consiliare competente e dal Consiglio Regionale. Poi dovranno essere riformulati i relativi regolamenti di attuazione. Infine la Giunta avrà altri 60 giorni per nominare il nuovo “Direttore megagalattico”. A occhio, minimo, minimo, ci vorrà un anno. Anche perchè prima l’operazione non si può fare tecnicamente. La delibera prevede che i Direttori Regionali con la nuova figura restino 6. Quindi bisogna aspettare che uno degli attuali incaricati vada in pensione. E, questo secondo chi vive nei palazzi di Piazza Italia, non avverrà prima di 12/14 mesi. C’è ancora tanto tempo e in un anno, specialmente se si vota per il Parlamento, nel 2017, le cose possono cambiare.

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