Terni, “Il Messaggero” pubblica altre intercettazioni: nel mirino Bucari, Ottone (ASM) e Piacenti (EnerStreet)

TERNI – La denuncia presentata dal sindaco di Terni, finalizzata a chiarire le modalità della fuga di notizie e documenti sulle indagini della cosiddetta “Operazione Spada”, non ha fermato “Il Messaggero” di Terni – edizione Umbria, tradizionalmente moderato e poco incline allo scandalismo.

Ieri il giornale ha pubblicato altri stralci di intercettazioni: una breve conversazione tra l’assessore Stefano Bucari e un consigliere comunale. L’argomento è la gestione dei rifiuti e della municipalizzata ASM. L’assessore non sembra apprezzare l’attività dell’attuale presidente ASM, Carlo Ottone, del Partito Democratico (proveniente dall’ex Margherita) un tempo vicino a Carlo Liviantoni.

«No no voglio segnali chiari – dice Bucari – un segnale so le dimissioni di Ottone! Con ignominia!! Voglio un segnale io (..). Questo ha portato l’ASM a livelli…(…) tutta la città ci sta a piglià a boccatoni per la monnezza che scoppia (…) che soluzioni ti devo dà….economica non ci lavora nessuno…politica, vivremo alla giornata… vivremo…quindi chi sarà spazzato via saremo noi…riscapperanno fori poi…diciamo no, i nuovi volti riciclati o meno…no…quindi noi saremo quelli che non c’hanno avuto colpe…che se le sò caricate e l’hanno pagate…punto…chiusa partita. Capito?».

Gli investigatori, sempre secondo “Il Messaggero”, starebbero indagando anche sull’appalto per la gestione e l’efficientamento della pubblica illuminazione. Procedura a cui, oltre alla stessa ASM, ha partecipato anche il raggruppamento temporaneo di imprese (Rti) tra Siram Spa ed EnerStreet Srl. Polizia e Guardia di Finanza evidenziano che “il Comune di Terni, anziché puntare sul progetto dell’ASM, società al 100% pubblica, preferiva coinvolgere la società Enerstreet» nella cui compagine figura anche la società Hedra di Massimo Piacenti.

Gli inquirenti ipotizzano «che anche in questo caso possa esserci stata da parte del Comune una volontà di veicolare l’affidamento del servizio verso soggetti ben precisi». Spetterà ai giudici del Tribunale di Terni valutare la tenuta dell’impianto accusatorio.

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