Ars Vivendi: Mediaset, la scalata, Bollorè, Silvio e gli equilibri di Governo. Parla Bisignani

Il Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, è determinato a difendere l’italianità di Mediaset

Luigi Bisignani per Il Tempo 

Tra quei due Paperoni di Silvio Berlusconi e del francese Vincent Bolloré, che sta scalando le reti Mediaset, alla fine a guadagnarci sarà Matteo Renzi. Avevano firmato  un contratto per la cessione di Mediaset Premium ma, a voler far vedere chi e’ più furbo, la vicenda e’ sfuggita di mano ed è finita in carte bollate.

Renzi, invece di lasciare che si rompessero le ossa tra di loro, trattandosi di una controversia tra privati in un settore non strategico, con un suo azzardato guizzo ha fatto intervenire il governo, che più che un Renzi-bis è un Renzi-bus. Al nuovo Presidente del Consiglio, davvero pro tempore, non è parso vero, anche perché Paolo Gentiloni, da ex Ministro delle Comunicazioni, è uno dei più cari amici di Fedele Confalonieri. 

A portarsi avanti con dichiarazioni pro Silvio è stato il Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, ex ragazzo di Montezemolo, che sogna anche di diventare un candidato leader del centro destra, dopo aver fallito la scalata a Palazzo Chigi o alla  Farnesina. Renzi, dal canto suo, nonostante sia alle prese ancora con scatoloni, partite alla play station e le baruffe nel triangolo magico Boschi-Lotti-Manzione, sta favorendo un’intesa tra Mediaset e Vivendi, anche perché a Parigi è piuttosto ascoltato, dal momento che da Premier ha molto favorito le scorribande francesi, come quelle cinesi, in Italia. 

La sua è una mossa non solo di chi vuole riprendersi velocemente la scena ma, soprattutto, di chi vuole diventare un pacificatore nazionale, convinto che con il Partito Democratico da solo l’Italia è ingovernabile, in mano com’è a poteri impazziti.

E visto che al prossimo congresso del PD non otterrà una maggioranza bulgara, ha già pronto il piano R dopo la batosta nel referendum : un suo grande partito liberal-democratico o un’alleanza favorita da una legge elettorale di coalizione a cui, sotto traccia, stanno già lavorando, per fare solo pochi nomi, uomini che pesano, da Fedele Confalonieri a Gianni Letta, da Denis Verdini a Carlo Messina, il banchiere di Intesa che si sente ormai un piccolo Cuccia.

 

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