Terni | Predissesto, Cecconi: «Strenna avvelenata sotto l’albero»

«La giunta comunale vuole approvare il piano di predissesto il 28 e 29 dicembre». L’intervento del consigliere di Fratelli d’Italia

TERNI – “Con un blitz di fine-anno tanto per non farsi mancare niente in questo 2016 scandito da una Caporetto dietro l’altra, sindaco e giunta comunale stanno preparando una strenna avvelenata per il consiglio comunale e per la città: accingendosi – come è stato stabilito a maggioranza stamane in conferenza dei capigruppo, nonostante la mia nettissima opposizione – a deliberare il ‘piano di predissesto’, da trasmettere al vaglio delle autorità competenti (Corte dei Conti, Ministeri etc), il prossimo 21 dicembre, per poi sottoporlo all’approvazione dell’aula nelle sedute straordinarie di imminente convocazione per il 28 e il 29 prossimi”. Lo dichiara in una nota il consigliere Marco Cecconi, capogruppo di Fratelli d’Italia-AN.

“Tutto studiato – dice Cecconi – per confidare nella fretta distratta delle festività. Tutto studiato per avere dalla propria –  magari – anche qualche assenza da vacanze. Tutto studiato, soprattutto, per impedire che i consiglieri abbiano il tempo e il modo di acquisire e studiare con la dovuta cura tutta la documentazione”.   

“Si tratta di una scelta dei tempi che giudico scandalosa – precisa il consigliere comunale – irrispettosa per le prerogative del consiglio (a cui spetta il voto sul piano e che dunque è l’organo istituzionale chiamato ad assumersene la responsabilità) ed indecente nei confronti dell’opinione pubblica: che ha diritto a ben altra chiarezza di quella che può essere garantita da un dibattito strangolato e alla cieca, sulle cause e le presunte soluzioni di questo disastro”.

Cecconi conclude denunciando “un disastro di cui a tutt’oggi non conosciamo né l’esatta entità – l’esatta entità dei debiti da ripianare – né, per esempio, le dismissioni del patrimonio pubblico con cui si tenterà di mettere una toppa ai buchi. Se davvero si vuole chiudere il 2016 così, l’anno prossimo non potrà che essere l’anno del giudizio”.  

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