Terni / Operazione Spada: pubblicate le intercettazioni

“Il Messaggero Umbria” pubblica le intercettazioni del presidente di ALL FOODS, Massimo Piacenti, indagato nell’Operazione Spada. “Il Fatto Quotidiano” rilancia la notizia e rende noto il nome dell’altro interlocutore, Sonia Berrettini, ex assessore del Comune di Terni e moglie del senatore Gianluca Rossi

TERNI – «Sono un grande ottimizzatore». Così Massimo Piacenti, presidente di “All Foods”, descrive se stesso a Sonia Berrettini, ex assessore del Comune di Terni e moglie del senatore PD Gianluca Rossi. Piacenti è finito nell’inchiesta, denominata Operazione Spada, insieme ad altre 17 persone, per i «bandi confezionati su misura per favorire alcune cooperative». Accuse di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta. Le indagini sono coordinate dal procuratore capo di Terni Alberto Liguori e dal sostituto Raffaele Iannella. La “All Foods” è la società a cui il Comune di Terni ha affidato alcuni servizi relativi alla refezione scolastica.

Gli inquirenti evidenziano l’esistenza di appalti pilotati per favorire una rete di «soggetti ben precisi» o «oggetto di un illecito frazionamento al fine di evitare l’espletamento di una regolare gara ad evidenza pubblica». Tra gli indagati figurano anche gli assessori comunali ternani Vittorio Piacenti D’Ubaldi e Stefano Bucari, il dirigente comunale Renato Pierdonati, imprenditori e presidenti di cooperative.

L’edizione umbra de “Il Messaggero” riferisce di frequenti contatti tra l’assessore Bucari e l’uomo di “All Foods” Massimo Piacenti. «Con il passare del tempo – dicono Polizia e Gdf – è apparso che i rapporti tra l’imprenditore non fossero trasparenti ma finalizzati a far ottenere all’imprenditore stesso dei vantaggi economici».

FINANZIAMENTI ELETTORALI E APPALTI – Piacenti spiega alla Berrettini di essere «un grande ottimizzatore…tu pensa – dice l’imprenditore – siccome io…nelle ultime elezioni finanziai il sindaco con 3 mila euro (…), lui me ne porta 15 milioni de lavoro. Cioè, nessuno è riuscito a far rendere tremila euro come me».

Sempre “Il Messaggero” riporta una conversazione di Piacenti con un altro interlocutore: «Quelli sono appalti boni – commenta Piacenti – se ce guadagna…guadagno sicuro».

Ovviamente spetterà all’Autorità Giudiziaria accertare se le condotte rese note dalla stampa configurano dei reati. Tuttavia lo scandalo politico è esploso.

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