Terni: «Chi è il ‘Buzzi della Conca’ che con un finanziamento di 3 mila euro prende appalti per 15 milioni?»

«L’innominato imprenditore, di cui parla la stampa, è lo stesso cui questa mattina la giunta ha assegnato, senza gara, una “proroga” per sei mesi dopo una precedente quanto incredibile “prosecuzione” per tre anni dell’iniziale appalto quinquennale?»

Da Enrico Melasecche*

Ogni giorno nuove notizie arricchiscono la cronaca di “mafia provinciale”. Tale appare a tutti i cittadini onesti, soprattutto quelli che hanno votato per questo sindaco e per questo PD ai quali mancava qualche slide in più per comprendere cosa avviene da anni a Palazzo. Ho ben nitide le polemiche che l’Assessore alla Cultura della  “Città alla Cultura delle Ciriole” inanellò contro un servitore dello Stato che si permise di ricordare pacatamente ad alcune classi di giovani sul valore assoluto della legalità definendo Terni “città di gomma”. Così appariva la città a chi aveva per professione contezza di molte situazioni e questo accadeva proprio in quei giorni in cui qui giungevano gli echi di “Mafia Capitale”. Quella similitudine all’epoca fece inalberare assessori, sindaco ed altri servitori dello Stato. 

Tutto oggi è più chiaro per coloro che non praticano il giustizialismo e non usano le forche ma che, cittadini consapevoli dei propri diritti e della propria dignità, sanno ben distinguere fra reato e comportamento che reato potrebbe non essere ma rifiutano al contempo una situazione ormai certificata ma intollerabile di infradiciamento di molte  coscienze con metodi di gestione della cosa pubblica intollerabili. Quanto ai fatti odierni qualche domanda non possiamo non porcela chiedendo a chi sa di parlare, a cominciate dal sindaco:

a)- chi è l’imprenditore che si vanta, ridicolizzando il primo cittadino, di averlo finanziato con 3.000 euro per ottenere un appalto da 15 milioni? Buzzi in persona o un Buzzi della Conca?

b)- tenuto conto che relativamente a vari appalti le cui gare, colpevolmente, come di consueto, vengono impostate fin troppo tardivamente, per caso, l’innominato imprenditore di cui parla la stampa è lo stesso cui questa mattina la giunta ha assegnato senza gara una “proroga” per sei mesi dopo una precedente quanto incredibile “prosecuzione” per tre anni dell’iniziale appalto quinquennale? Sarebbe gravissimo se per caso l’assegnazione fosse avvenuta nei suoi confronti per “onorare” l’impegno sottoscritto con quel finanziamento in campagna elettorale, come lo stesso sostiene;

c)- chi è l’interlocutore con cui tale finanziere parla di milioni come fossero noccioline e commenta piacevolmente la sua capacità di captare appalti? Si tratta di altro imprenditore, di un dipendente dello stesso o di un politico, o tutto quanto insieme?

Al di là di responsabilità penali che accerterà la magistratura fra sette o otto anni, al termine del terzo grado di giudizio, il popolo bue che paga, ha diritto o no di capire cosa sta accadendo, perché siamo fra coloro che sono convinti che in politica la moglie di Cesare deve essere sempre al di sopra di ogni sospetto mentre la politica qui a Terni ha superato da tempo ogni limite di decenza. Di questo chiederemo conto al sindaco e all’assessore che fa da tramite con il “sistema della Conca” lunedì 19 in consiglio comunale, ammesso che gli indagati non continuino a spingere inconsapevoli soci-lavoratori per intimidire Consiglio Comunale, Forze dell’Ordine inquirenti e Magistratura.

* Lista Civica “I Love Terni”

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