Rogo ThyssenKrupp: finiranno mai in carcere i manager tedeschi?

Dopo che la Cassazione ha depositato le motivazioni della sentenza, la Procura Generale di Torino nei prossimi giorni dovrà avviare il procedimento per l’esecuzione della pena dell’ex amministratore delegato Thyssen, Harald Espenhahn, che si trova in Germania.

La sentenza verrà  tradotta in tedesco e trasmessa al Ministero della Giustizia che, a sua volta, la trasmetterà all’autorità giudiziaria in Germania. Lì verrà celebrata un’udienza, probabilmente tra qualche mese, in cui verranno discusse l’applicabilità e le modalità di esecuzione della sentenza italiana.

In base ai trattati internazionali, l’imputato ha il diritto di scontare la pena nel proprio Paese. Resta, però, anche da sciogliere il nodo dell’entità della condanna: in Germania l’omicidio colposo è punito con un massimo di cinque anni, mentre in Italia Espenahn è stato condannato a nove anni e otto mesi. Quindi le pene dei due manager potrebbero essere ricalcolate in base alle previsioni del codice penale tedesco

LA CASSAZIONE: COLPA IMPONENTE E’ stata una “colpa imponente” quella commessa dall’ex ad della ThyssenKrupp Harald Espenhahn che insieme ad altri cinque manager del gruppo siderurgico ha provocato, per la totale e consapevole mancanza di adeguate misure di sicurezza, il rogo dello stabilimento di Torino nella notte tra il 5 e il 6 dicembre del 2007 in seguito al quale morirono sette operai. Lo ha stabilito la sentenza del 13 maggio della Corte di Cassazione, le cui motivazioni sono state depositate lunedì 12 dicembre.

Ad avviso della Suprema Corte, quella dell’ex ad e degli altri dirigenti, e’ una “colpa imponente” tanto “per la consapevolezza che gli imputati avevano maturato del tragico evento prima che poi ebbe a realizzarsi, sia per la pluralità e per la reiterazione delle condotte antidoverose riferite a ciascuno di essi che, sinergicamente, avevano confluito nel determinare all’interno” dello stabilimento di Torino “una situazione di attuale e latente pericolo per la vita e per la integrità fisica dei lavoratori”.

I supremi giudici affermano inoltre che quella commessa è stata una “colpa imponente” anche per “la imponente serie di inosservanze a specifiche disposizioni infortunistiche di carattere primario e secondario, non ultima la disposizione del piano di sicurezza che impegnava gli stessi lavoratori in prima battuta a fronteggiare gli inneschi di incendio, dotati di mezzi di spegnimento a breve gittata, ritenuti inadeguati e ad evitare di rivolgersi a presidi esterni di pubblico intervento”.

MANDATO DI CATTURA EUROPEO La Procura Generale di Torino, lo scorso giugno, aveva già trasmesso all’autorità  giudiziaria della Germania il mandato di cattura europeo per Harald Espenhahn e Gerard Priegnitz, i due manager della Thyssenkrupp condannati in via definitiva per l’incendio nello stabilimento di Torino che, nel 2007, costò la vita a 7 operai. I due dirigenti infatti non sono  spontaneamente in Italia per scontare la pena.

L’ex amministratore delegato,  di ThyssenKrupp, Harald  Espenhahn è stato condannato a 9 anni e 8 mesi, Priegnitz a 6 anni e 10 mesi.

I DIRIGENTI ITALIANI SONO GIA’ TUTTI IN CARCERE – Si trovano già in carcere, invece, altri 4  ex dirigenti della ThyssenKrupp: Cosimo Cafueri e Raffaele Salerno stanno scontando la pena nel carcere “Le Vallette” di Torino. Il primo è stato condannato  a 6 anni e 8 mesi e il secondo a 7 anni e 2 mesi. Marco Pucci e Daniele Moroni si trovano in carcere a Terni. Pucci è stato condannato a 6 anni e 10 mesi. Moroni  a 7 anni e 6 mesi.

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