Coop e Politica, M5S Umbria: «attivare il comitato sulla criminalità organizzata e indagare sui finanziamenti ai candidati»

Il capogruppo regionale pentastellato, Andrea Liberati, pone 10 domande a Legacoop e ai principali cooperatori dell’Umbria

PERUGIA | (Acs) – “Il Comitato regionale sulla criminalità organizzata si attivi per verificare la natura del rapporto tra le aziende finanziatrici dei partiti e gli appalti pubblici poi conseguiti o assegnati negli anni dalla Regione e dai Comuni”. Lo chiede il capogruppo del Movimento 5 Stelle a Palazzo Cesaroni, Andrea Liberati, facendo riferimento “all’Operazione Spada” e “al rischio di uno scivoloso incrocio tra affari e politica”.

“Fatta salva la presunzione di innocenza e pure a prescindere dall’inchiesta giudiziaria in corso a Terni – spiega Liberati – rivolgiamo oggi dieci domande a Legacoop e alle altre regine della cooperazione umbra, auspicando che, almeno stavolta, qualche concreta risposta pervenga: Legacoop e le altre dell’Umbria non hanno alcunché da dire su certi fenomeni degenerativi che vedono coinvolte imprese associate in mezza Italia? Guardando specificamente all’Umbria, come intendono concretamente muoversi in tema di legalità? Andranno a congelare, almeno temporaneamente, le posizioni di coloro che, indagati per gravi reati, ricoprono ruoli istituzionali nelle associazioni datoriali? Considerano corretto che masse di lavoratori siano utilizzati per portare voti a questa o quella corrente politica? Ritengono che quello umbro sia un mercato ove i principi della libera concorrenza siano efficacemente presidiati, atteso il regime fiscale di favore, il dumping salariale talora praticato e altri incresciosi fenomeni? Credono al riguardo giusto pagare un socio-lavoratore anche circa 3 euro netti all’ora e, talvolta, come in agricoltura, persino meno, stando a denunce della stessa Cgil umbra, creando masse di nuovi oppressi, mentre i nuovi caporali sorridono? Si esprimeranno in merito al rischio di pericolosi incroci tra affari e politica? Giudicano regolare che un presidente di Regione, in aspettativa dirigenziale da Legacoop, sia risultato più volte presente e votante su delibere di Giunta nelle quali la stessa Legacoop veniva nominata in narrativa, come reiteratamente da noi dimostrato? Cosa pensa l’Alleanza delle cooperative rispetto al fatto che la presidente di Regione, ma anche sindaci e altri politici accettino finanziamenti elettorali da alcune grandi coop, soprattutto quando tali aziende risultino titolari, gestori, concessionari, assegnatarie diretti di servizi e appalti pubblici, talora con lucrose proroghe? Legacoop valuta efficacemente applicato il proprio Codice Etico oppure siamo dinanzi a un documento composto da impegni certamente seri, ma rimasti sulla carta, perché diffusamente e pericolosamente ignorati?”.

 

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