Terni, inchiesta coop & politica: «Girano indiscrezioni pesanti. Rispuntano personaggi che credevamo dimenticati»

«Appaltato tutto l’appaltabile ad aziende finanziatrici del Partito, con il rischio di un forte voto di scambio». L’intervento dei consiglieri del M5S Andrea Liberati e Thomas De Luca

TERNI – «Girano indiscrezioni molto pesanti dai fascicoli dell’’Operazione Spada’, ormai in parte o in tutto noti agli avvocati e, pertanto, ampiamente in circolo in diversi ambienti, non solo giornalistici. Chi ha potuto riscontrare tali atti, sostiene come non sia più rinviabile anche in Umbria una corale presa di coscienza rispetto al pericoloso quanto esteso binomio di affari e politica, invero certificato diffusamente nell’intera regione”. Lo scrive il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati in una “nota firmata anche dal consigliere comunale di Terni, Thomas De Luca».

Liberati aggiunge che «è proprio quello che, a prescindere dall’azione della Magistratura, al di là delle inchieste medesime, il Movimento 5 Stelle, in Regione e Comune, ha ribadito sin qui più volte in molteplici sedute assembleari, sulla stampa, nelle piazze, tra la gente. In ottobre ricordammo come, a Terni, fosse stato appaltato ad aziende finanziatrici del partito tutto l’appaltabile: evidenza empirica di una gigantesca anomalia che si trascina da diversi lustri, con un inaccettabile livello di esclusione socio-economica, uno sfacelo le cui modeste matrici morali basterebbero da sole per esigere un segno chiaro di responsabilità, una cesura netta, un arretramento consapevole quanto immediato delle elites finora dominanti. Né è più tollerabile – aggiunge – la permanenza di un tessuto fradicio di rapporti che fanno pensare alla possibilità di un forte voto di scambio, col rischio di un intenso traffico di influenze, alfa e omega del clientelismo, mentre rispuntano pure variopinti personaggi che credevamo dimenticati e che, invece, sembrano affannarsi nel retrocucina della politica, curandone le più scivolose relazioni col mondo degli affari».

«Un mondo da cui – continua Liberati – per giunta, non sono certo estranei alcuni degli odierni eletti, usi a operarvi direttamente e in modo sbarazzino. Quando spiacevoli evidenze amministrative sono certificate da indiscrezioni ben peggiori, è doverosamente venuto il momento di cedere il passo: prima ancora di gravi notizie di reato, pur nel rispetto del principio di presunzione di innocenza, in qualsiasi nazione occidentale sarebbero sufficienti le ragioni sin qui esposte per restituire alla popolazione libertà e legalità». Secondo Liberati, infine, «proseguire con insostenibili zavorre non sarebbe d’altra parte possibile, né dignitoso, sia per il Primo cittadino che per la comunità e le sue Istituzioni. Istituzioni che, dopo tanta disinvoltura, andrebbero invece repentinamente messe al riparo da ulteriori, pericolose prove di forza». (Acs)

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