Trionfa il NO: asfaltati i leopoldini, il PD e un esercito di leccaculo

Il NO vince anche in Umbria con il 51,17% e a Terni con il 54,13%. Sorpresa a Perugia, comune amministrato dal centrodestra, dove pochi giorni fa era arrivato persino Massimo D’Alema a sostenere il NO: ha vinto il SI con il 50,97%. Il messaggio comunque è chiaro: gli italiani hanno rottamato Matteo Renzi

(Il Giornale) – Il No è un’onda che dilaga in tutto il Paese: 59,5% contro 40,5%. Attraverso il referendum sulle riforme costituzionali gli italiani decidono di bocciare, una volta per tutte, il pasticciato e lesivo ddl Boschi e lanciare un messaggio netto a Matteo Renzi.

Che, a questo punto, non può far finta di nulla. Il 59,5% di No sono davvero troppi anche per lui. E così non gli resta che fare le valigie. “La poltrona che salta è la mia – annuncia al termine dello scrutinio – il mio governo finisce qui”Domani salirà al Quirinale per presentare le proprie dimissioni.

Game over. Una “X” per bocciare quella riforma della Costituzione che Renzi ha fatto approvare, a colpi di fiducia dalle Camere più deboli di sempre. Il referendum è, infatti, di tipo conservativo: non prevede alcun quorum. “Approvate il testo della legge costituzionale concernente ‘disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?”, è la domanda alla quale sono stati chiamati a rispondere gli italiani oggi. Quelli che, però, il quesito ha provato a tenere nascosto sono i falsi risparmi anti casta, la sovranità popolare sminuita, lo squilibrio di poteri, il Senato confuso e l’addio al federalismo. In questi mesi Renzi ha usato tutti i trucchi per nascondere le magagne della riforma costituzionale e conservare la poltrona di Palazzo Chigi. Non ce l’ha fatta. Il 59,5% degli italiani lo boccia senza diritto di appello.

La vittoria del Sì avrebbe consegnato definitivamente il Paese a Renzi e a un governo mai eletti. Gli italiani hanno, invece, deciso di rottamare il premier e quel sistema finanziario che lo ha sostenuto fino a questo momento. Lo hanno fatto andando a votare in massa. Tanto che il Viminale ha registrato un’affluenza boom (69%). E, mentre il vicesegretario piddì Lorenzo Guerini rimanda ogni decisione alla direzione di martedì prossimo e il fronte del No chiede a gran voce le dimissioni, Renzi lascia. Game over, appunto. Tutti a casa. Domani salirà al Colle da Sergio Mattarella per rassegnare le dimissioni. “Lo dico con il nodo in gola, non sono riuscito a portarvi alla vittoria – ammette in conferenza stampa – ho fatto tutto quello che si potesse fare in questa fase”. Ora la palla passa al capo dello Stato. Toccherà a lui decidere se andare a elezioni anticipate o tentare un governo tecnico con un altro premier non eletto, il quarto consecutivo.

Be the first to comment on "Trionfa il NO: asfaltati i leopoldini, il PD e un esercito di leccaculo"

Rispondi