Referendum, alle 19 affluenza al 57% ma è alto il rischio di brogli per far vincere il SI e Renzi

Lo scrutinio delle schede degli italiani all’estero, che si svolge a Castelnuovo di Porto, è iniziato senza i rappresentanti del comitato per il NO. Polemiche sulle matite

Oltre il 57%: è affluenza record alle 19 per il referendum costituzionale con cui 46 milioni di italiani sono chiamati a pronunciarsi a favore o contro la legge Boschi, che interviene su 40 articoli della Carta e propone il superamento del bicameralismo paritario. I dati forniti dal Viminale sono ancora parziali e riguardano un’affluenza calcolata su meno di 5mila comuni su quasi ottomila. Nella maggior parte delle regioni del nord e del centro, l’affluenza alle ore 19 supera il 60%.

Una tendenza che già alle 12 si poteva prevedere, visto che erano andati alle urne oltre il 20 per cento degli aventi diritto in una giornata in cui non sono mancate polemiche ai seggi per le segnalazioni di matite non indelebili. Casi, però, sui quali il Viminale ha già rassicurato. A mezzogiorno Ferrara è la città dove si registra l’affluenza maggiore, e con il 27,12% supera Bologna, al 27,02. Milano si ferma al 22,79, Firenze al 26,60, Roma al 19,9 e Napoli al 14,97. Fanalino di coda, tra tutte le città italiane, è Agrigento, in Sicilia, con il 10,71%. Record l’Emilia Romagna che è al 26 per cento, mentre in coda, a pari merito, ci sono la Sicilia e la Calabria con il 13.02 per cento di affluenza. In generale, secondo quanto emerge dai dati dell’Interno, al Sud sono meno gli elettori che si stanno recando al seggio. Un’affluenza massiccia, soprattutto al nord, se si pensa che all’ultimo referendum, quello per le trivellazioni in mare, nell’aprile scorso, andò alle urne alle ore 12 l’8.35% degli italiani mentre il referendum per la modifica del Titolo V nel 2001 vide la partecipazione, a mezzogiorno, solo del 7,8% e il referendum costituzionale del 2006 sulla devolution alle 12 vide andare alle urne il 10,1% dei votanti.

Matite copiative, segnalazioni di irregolarità – Quello di oggi è il terzo referendum costituzionale della storia della Repubblica, dopo quelli del 2001 e del 2006, che sin dalle prime ore è stato accompagnato dalle polemiche intorno a possibili matite cancellabili. Tante le segnalazioni riportate dalle agenzie di stampa e rilanciate via social, da Firenze a Salerno, che però, almeno finora, non si sono tradotte in alcuna denuncia formale. Per parte sua, il Viminale ha chiarito che “le matite cosiddette “copiative” sono indelebili e destinate esclusivamente al voto sulla scheda elettorale”. Inoltre le “prefetture possono utilizzare anche le matite che sono rimaste in deposito dagli anni precedenti”. Rassicurazioni che sono arrivate anche dalle prefetture di Agrigento e Catania che sottolineano: “La matita copiativa può essere cancellata da un foglio bianco, ma non dalla scheda elettorale” che se messa alla prova rischia di essere “bucata” e quindi di invalidare il voto e l’elettore è passibile di denuncia da parte del presidente del seggio. Inoltre invitano a “evitare inutili allarmismi” e ricordano che “chiunque può assistere allo scrutinio subito dopo la chiusura dei seggi”.

Tra le prime segnalazioni circolate sui social quella di Piero Pelù dei Litfiba che ha denunciato al presidente del seggio l’irregolarità della matita, così come hanno fatto altri elettori a OstiaRoma, Genova e Salerno. “In molti seggi si sta votando con semplici matite. Mi chiedo il perché. Abbiamo già registrato due episodi in seggi in cui i presidenti avevano accantonato le matite indelebili distribuendo semplici matite. Chiediamo a tutti i ‘difensori del votò di controllare quanto sta avvenendo”, ha detto l’europarlamentare Fulvio Martusciello (Forza Italia), responsabile nazionale dei ‘difensori del voto’.

Polemiche anche a Castelnuovo di Porto, in provincia di Roma, dove lo scrutinio delle schede degli italiani all’estero è iniziato senza i rappresentanti del No. Il consigliere regionale M5s del Lazio Davide Barillari segnala che, a causa di un errore della Corte d’Appello, il Movimento è rimasto all’esterno dell’edificio. Solo due ore dopo, una volta chiarita l’iscrizione alla lista sbagliata dei “Senatori per il sì”, M5sha potuto accedere. Stesso problema per Sinistra Italiana: “I seggi del voto degli italiani all’estero hanno iniziato le operazioni di voto senza la presenza dei rappresentanti dei promotori per il no – spiegano in una nota -. In aperta violazione della legge. Una cosa inaccettabile nel 21º secolo. Ci auguriamo che nei prossimi minuti il problema venga risolto, perchè non ci possono essere ombre su questa consultazione”.

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