«Via i due assessori indagati. Per il caso Brega la Marini consigliò un passo di lato»

Le opposizioni unite chiedono la rimozione degli assessori raggiunti dagli avvisi di garanzia. Raffaele Nevi ricorda le parole della governatrice Catiuscia Marini quando fu indagato l’allora presidente del consiglio regionale Eros Brega

TERNI – Cresce il pressing sul sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, per spingerlo a rimuovere gli assessori indagati nella cosiddetta “Operazione Spada”, coordinata dalla Procura di Terni.

Tutti i consiglieri di opposizione, nel consiglio comunale di ieri, hanno presentato un atto di indirizzo finalizzato a sollevare dal loro incarico gli assessori che hanno ricevuto gli avvisi di garanzia, Vittorio Piacenti D’Ubaldi e Stefano Bucari, e per assegnare altre mansioni ai dirigenti e funzionari coinvolti nell’inchiesta.

Il consiglio comunale tuttavia ha respinto la proposta di discussione dell’atto d’indirizzo, scatenando il finimondo nell’aula di Palazzo Spada e l’abbandono dei lavori da parte delle opposizioni.

Comunque ormai la richiesta delle forze politiche che fanno riferimento al centro-destra e al M5S è chiara: il sindaco deve “licenziare” i due assessori indagati. Non è escluso che anche qualche esponente della coalizione di centro-sinistra gradisca la sostituzione dei due membri della giunta comunale.

E Raffaele Nevi rincara la dose, rinfrescando la memoria alla “corrente” di sinistra Partito Democratico, quella della governatrice Marini e dello stesso sindaco Leo Di Girolamo.

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«La Marini – ricorda il consigliere regionale di Forza Italia – quando arrivò l’avviso di garanzia a Brega disse testualmente:

se un avviso di garanzia arrivasse a me io potrei continuare a presiedere la Giunta come se nulla fosse? O non sarebbe meglio che, all’interno delle soluzioni giuridiche, io facessi un passo di lato passando ad altri le redini?

Ma una telefonatina a Di Girolamo – conclude Nevi – perché non la fa?».

 

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