Operazione Spada, Cecconi (FdI) propone atto d’indirizzo in consiglio: “Via assessori e dirigenti indagati”

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TERNI – Riceviamo e pubblichiamo la nota del consigliere Marco Cecconi: Le forze di centrodestra si accingono a presentare oggi stesso in consiglio comunale un atto di indirizzo congiunto con il quale, richiamata la richiesta di dimissioni del sindaco già avanzata da settimane da parte delle opposizioni, si formula adesso l’istanza forte di rimuovere immediatamente dall’incarico quanti in Comune, dagli assessori ai dirigenti, sono stati raggiunti da avvisi di garanzia nell’ambito della cosiddetta “operazione-Spada”.

Si tratta di persone che, da vari scranni e posizioni diverse, occupano ruoli-chiave negli assetti di giunta e nella gestione amministrativa: dal bilancio ai lavori pubblici, dalle manutenzioni agli appalti per le mense scolastiche piuttosto che per la pubblica illuminazione. Le ipotesi di reato formulato a carico degli indagati – come ricordiamo nell’atto di indirizzo che oggi andiamo a presentare – sono gravissime e ricomprendono crimini come l’associazione a delinquere, la turbativa d’asta, il falso ideologico.

La somma di queste circostanze con le pesantissime condizioni dei conti comunali, sommersi da una montagna di debiti, non fa che generare nell’opinione pubblica – che ha bisogno al contrario di un segnale forte di assunzione di responsabilità – un profondo disorientamento.

Per questo, pur condividendo a pieno i principi garantisti del nostro ordinamento ed i conseguenti diritti degli indagati, domenica sera è stato concordato (nell’ambito di una riunione di schieramento che io stesso ho voluto promuovere) di presentare in consiglio questo documento unitario: dimissionare gli assessori coinvolti nell’indagine e rimuovere dalle mansioni assegnate i dirigenti a loro volta ‘avvvisati’. Riteniamo – com’è scritto testualmente nell’atto di indirizzo –  che lo sviluppo dell’inchiesta e gli oneri che ne conseguono non siano compatibili con il normale espletamento delle funzioni assessorili e d’ufficio né con il rispetto dovuto alla terzietà delle istituzioni. E, nell’ipotesi – che ci auspichiamo remota – in cui questo documento venisse bocciato, siamo pronti ad assumere oggi stesso in aula eclatanti iniziative di protesta.

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