“Terni non può continuare a pagare il dazio della corruzione: impresa con politici PD mira alla pubblica illuminazione”

“Oltre alla gestione delle mense, del verde pubblico, dei cimiteri e della cultura, un’impresa con molti esponenti locali del PD ha presentato un’offerta per il servizio di illuminazione pubblica. Siamo stati gli unici a denunciare questa cosa. La Magistratura sta alzando il velo su una realtà miserabile che tutti conoscevano da sempre”. L’intervento del consigliere comunale di Fratelli d’Italia Marco Cecconi

TERNI – Riceviamo e pubblichiamo: I particolari delle ipotesi di reato contestate nell’ “operazione-Spada” confortano l’umile serietà alla quale abbiamo da sempre improntato il nostro lavoro in consiglio comunale, interpretando il ruolo di forza d’opposizione con il massimo scrupolo: nel monitoraggio costante dell’operato della giunta, nella censura dettagliata delle irregolarità, nella formulazione di proposte alternative.

È il caso, certamente, della faccenda-mense scolastiche: un caso che abbiamo considerato e consideriamo un paradigma di malgoverno fortemente orientato ai favoritismi. E che, non per niente, rappresenta uno dei filoni principali dell’indagine. Nel denunciare le anomalie che abbiamo a suo tempo evidenziato con un’interrogazione urgente, infatti, non ci siamo limitati a segnalare gli illeciti penali commessi in altre città per servizi identici, da parte della stessa impresa che attualmente gestisce la refezione nelle scuole ternane. Ma, di più, abbiamo messo in guardia dai rischi conseguenti ad un nuovo affidamento alla medesima azienda, ampiamente e a nostro avviso irregolarmente favorita – basta guardare i requisiti previsti in vista del nuovo appalto – nella corsa all’aggiudicazione del medesimo servizio anche per il futuro. Abbiamo espressamente diffidato l’Amministrazione dal ricorso al solito trucchetto delle proroghe, che di fatto trasforma un affidamento in un’assegnazione a vita, sempre a garanzia degli stessi. Altrettanto fortemente – e inutilmente – abbiamo chiesto di introdurre, al contrario, criteri che garantissero la più ampia facilità di accesso per aziende concorrenti e la massima rotazione.

Constatare oggi che queste eccezioni facciano esattamente il paio con le ragioni che inducono la magistratura ad ipotizzare le ipotesi di reato formulate, non ci inorgoglisce: perché sollevano un velo su una realtà miserabile, che peraltro tutti conoscevano da sempre, molti fingevano di ignorare, i più subivano come ineluttabile e qualcuno praticava con l’arroganza della presunta immunità.

Piuttosto, constatare questa corrispondenza ci indigna di fronte ad una linea difensiva che sembra attestarsi sulla contestazione di quello che viene definito un “processo al futuro”. Il fatto è che prevenire è sempre molto meglio che curare. E, nei comportamenti con i quali si cerca di blindare il domani, ci può essere già oggi, eccome, una fattispecie di reato.

Questo può valere, magari, anche per l’appalto che a Palazzo Spada si accingevano a bandire pure per assegnare a terzi un servizio ‘storico’ come quello della pubblica illuminazione: un altro pasticciaccio che abbiamo denunciato in solitaria, insospettiti da offerte presentate con ambigua solerzia da aziende concorrenti all’ASM. Aziende create ad hoc e piene di nomi ben noti alla politica locale.

L’augurio, insomma, è che il lavoro della magistratura valga a risparmiare alla nostra città di dover continuare a pagare il dazio della corruzione anche per gli anni a venire. Rassegnarci con fatalismo al futuro di sempre è l’esatto contrario di quello che per parte nostra abbiamo cercato di fare. Denunciando, proponendo. Candidandoci a forza di governo. Forti di un’esperienza, come le Amministrazioni-Ciaurro, capace di consegnarci senza macchia una città che in quegli anni – proprio dopo la prima tangentopoli ternana – aveva anche recuperato molto onore.

Marco Celestino Cecconi 

Capogruppo Fratelli d’Italia-AN  (COMUNE DI TERNI)

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