Idroelettrico, Liberati: “Per anni multinazionali di rapina hanno gestito le nostre acque, sottraendo 1,5 miliardi di euro e provocando dissesti idrogeologici”

Il capogruppo M5S in consiglio regionale, Andrea Liberati, attacca: “è scandaloso che ancora non venga rispettata la normativa europea che, da circa 10 anni, impone di bandire le gare per assegnare queste lucrose concessioni”

PERUGIA | (Acs) – “Non sappiamo a chi si riferiscano certi redivivi consiglieri comunali di maggioranza a Terni, ma, quando si parla di idroelettrico, sarebbe utile che facessero un profondo esame di coscienza. Infatti, per anni, gli stessi non hanno proferito verbo. Altri si sono limitati a spulciare tra le elemosine.  Intanto, in quei medesimi anni, le multinazionali di rapina gestivano il nostro patrimonio idroelettrico, le nostre acque, portando via da qui qualcosa come un miliardo e mezzo di euro, producendo pure estesi dissesti idrogeologici, già certificati in quel di Piediluco, danni di cui è addirittura lo Stato a farsi carico!”: lo afferma il consigliere regionale del Movimento 5 stelle Andrea Liberati.

“Rispetto a uno scandalo di tale grandezza – spiega – il M5S da tempo protesta, con atti in Regione e Comune, imponendo l’agenda politica. Quanto abbiamo fatto e faremo, esclude ovviamente di mendicare alcunché dal concessionario che, pur potente, deve semplicemente soggiacere alla legge, come ognuno di noi: pretenderemo pertanto l’esclusivo rispetto della normativa europea che, da circa 10 anni, imporrebbe di bandire le gare per assegnare queste lucrose concessioni, fatto di cui stranamente nessuno parla. Come mai? Qui non vale ‘ce lo chiede l’Europa’?”.

“Terni e le comunità del bacino idroelettrico – prosegue – non hanno quindi bisogno della questua (‘due milioni all’anno’), ma rivendicano i diritti sull’intero forziere! Al riguardo rassicuriamo tutti gli interessati: una volta al governo del Paese e della città di Terni, lavoreremo a beneficio esclusivo della nostra gente. E lo faremo – conclude – nella consapevolezza di aver scandalosamente regalato fin qui, negli ultimi 15 anni, immani risorse a vantaggio delle citate multinazionali, spagnole, tedesche o italiane che siano. Ci riprenderemo circa 100 milioni all’anno, e con tali risorse potremo rifondare la città di Terni e il suo comprensorio, comunità da tempo defraudate dei loro orizzonti economici, culturali, ambientali e sanitari”.

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