ASM, Cecconi: «rischio svendita ed esternalizzazioni a imprese gestite da ex notabili del PD»

Il consigliere di Fratelli d’Italia invita la giunta comunale di Terni a saldare i propri debiti verso l’ASM, evitando di sottrarre il servizio di illuminazione pubblica alla municipalizzata, a favore di aziende create ad hoc da notabili del PD

TERNI – Le contraddittorie risposte dell’assessore Bucari all’atto di indirizzo con  il quale ho chiesto che la  pubblica illuminazione non venga sottratta all’ASM confermano il pressapochismo di una gestione che rischia di abbandonare l’Azienda alla deriva del depauperamento e della svendita. Da un lato infatti la giunta, per bocca di Bucari, insiste almeno a parole in un percorso di esternalizzazione del servizio, tramite gara europea bla bla bla, dall’altro nel piano aziendale dell’ASM, presentato dalla stessa giunta in consiglio, la pubblica illuminazione continua ad essere ricompreso – più che giustamente – nel core business della Multiservizi. Nel mezzo, un pasticciaccio di nuove imprese create ad hoc da ex notabili del partito democratico (e relativo cerchio magico) proprio per aggiudicarsi questa fetta della torta-ASM.

Se questo è il percorso che dovrebbe portare all’ingresso di privati nella compagine azionaria dell’Azienda, i motivi di preoccupazione sono troppi. Non si vende un gioiello di famiglia quando alle porte ci sono i debitori e cioè quando, per dirla in altri termini, lo stato di predissesto di Palazzo Spada comporta un urgente e disperato bisogno di liquidità, ovvero un disperato bisogno di fare cassa. E non si vende un bene con la prospettiva concreta di ricavarne il prezzo più giusto, dopo che si è fatto di tutto – com’è nel caso della pubblica illuminazione ma non solo – per svalutare questo bene sottraendogli pezzi su pezzi a vantaggio di qualche altra partecipata vecchia o nuova, carrozzoni di partito tutti fallimentari e quindi costosissimi per i contribuenti.

Oltretutto, sempre a proposito di debiti, quelli che il Comune ha accumulato in questi anni proprio nei confronti dell’ASM – di cui il Comune è proprietario attualmente al 100% – ammontano a milioni e milioni di euro: fatto che risulta essere determinante nelle difficoltà di un’Azienda la quale ha invece bisogno (tanto più nel caso si intenda cederne una quota) della massima solidità e della più ampia capacità di investimenti.

Primo, Palazzo Spada saldi i propri debiti con l’ASM. Secondo, provveda ad incrementare al massimo il valore dell’Azienda, implementandone i servizi e la conseguente possibilità di accesso anche a finanziamenti esogeni. Su tutto, Di Girolamo, Bucari e compagnia rinuncino – sulla pelle dell’ASM e di chi ci lavora – ai soliti giochetti spartitori che sono all’origine dell’ennesimo esempio di malgoverno clientelare qual è il caso-pubblica illuminazione. Delle future strategie per l’Azienda si potrà utilmente parlare solo dopo che saranno state assicurate queste condizioni.

Marco Cecconi,  Capogruppo Fratelli d’Italia-AN

Comune di Terni

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