Sisma Preci, crolli Abbazia di Sant’Eutizio e Chiesa San Salvatore: «La Soprintendenza fu avvisata dei rischi ma non ha fatto niente»

Lo denuncia il gruppo M5S al consiglio regionale dell’Umbria: «Già a fine agosto la stampa segnalava come Sant’Eutizio fosse a rischio crollo, sgomberata e inagibile»

PERUGIA | (Acs) – “A fronte di reiterati appelli da parte dell’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia, due mesi dopo il sisma del 24 agosto la Soprintendenza non era ancora intervenuta, a fronte di beni di straordinaria valenza culturale e dunque sotto tutela del Codice dei beni culturali”. Lo sottolinea Andrea Liberati, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, intervenendo in merito ai crolli nell’abbazia di Sant’Eutizio di Preci e nella chiesa di San Salvatore di Campi di Norcia.

Per l’esponente dell’opposizione consiliare “è bene che la Soprintendenza dell’Umbria spieghi sollecitamente e con estrema puntualità cosa sia accaduto: tali organismi dello Stato devono rappresentare per tabulas di aver fatto tutto il possibile per mettere in sicurezza l’abbazia di Sant’Eutizio di Preci che la chiesa di San Salvatore di Campi di Norcia. Già a fine agosto, la stampa segnalava come Sant’Eutizio fosse a rischio crollo, sgomberata e inagibile. Occorrevano immediati lavori di consolidamento; eppure, stando alle segnalazioni della Diocesi, nessuno si sarebbe mosso. Bisogna ricordare – conclude – che questi edifici ecclesiastici, molti anni fa, furono recuperati sia grazie alle risorse pubbliche che alla generosità del popolo di Dio: se si dimostrasse che il ministero dei Beni Culturali, attraverso la Soprintendenza, non ha agito per tempo, si imporranno ampie riflessioni e immediate dimissioni degli interessati, salvo gli ulteriori danni di natura materiale e immateriale eventualmente quantificabili in altre sedi”.

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