Discarica “Le Crete”, Lega Nord attacca: «Orvieto non può diventare la pattumiera d’Italia»

Il consigliere regionale leghista Emanuele Fiorini lancia l’allarme: «la società Sao-Acea vuole realizzare un impianto per lo stoccaggio di rifiuti organici provenienti anche da fuori regione»

Non permetteremo che Orvieto diventi la pattumiera d’Italia. Non è giusto per la città, per chi ci abita e per tutte quelle eccellenze legate alla produzione di vino, olio e generi alimentari, per le quali è famosa nel mondo.

Eppure, intorno alla discarica “Le Crete”, Regione Umbria e Governo stanno giocando una partita sporca, un gioco al rinvio, al far finta di non sapere, solo con l’obiettivo di attendere la fatidica data del 4 dicembre sperando che il referendum consegni a Renzi la possibilità di fare il bello e il cattivo tempo sul tema ambientale. Un altro motivo per il quale diventa fondamentale votare “No”. Ma andiamo con ordine.

In data 20 ottobre 2016 è arrivata in Regione Umbria la richiesta da parte di Sao-Acea della realizzazione di un “fabbricato per la maturazione e lo stoccaggio del compost di qualità”. Tale struttura dovrebbe sorgere all’interno dell’area di insediamento industriale della discarica. Ma come si può solamente pensare di andare a gravare in questo modo su un territorio già compromesso dal punto di vista ambientale?

La stessa Sao-Acea, tra l’altro, ha indetto un bando pubblico per acquisire rifiuti organici da fuori regione, indicando come durata del periodo di conferimento il periodo dal 1 gennaio 2016 al 31 dicembre 2016. Eppure ci era sembrato di sentire la presidente Marini e l’assessore Cecchini, parlare di una discarica ormai quasi esausta e per questo motivo sostenere l’ampliamento del secondo calanco se non addirittura l’apertura del terzo. E nonostante tutto facciamo arrivare rifiuti da fuori regione?

Non dimentichiamo, poi, che riguardo al secondo calanco, la procedura di Valutazione impatto ambientale (VIA) della Regione, sulla quale esiste parere negativo e vincolante della Sovrintendenza, non è ancora stata resa nota. Sembra quasi che la Regione voglia prendere tempo. Stesso motivo che spingerebbe il Consiglio di Stato a rimandare la decisione sul terzo calanco, dopo i ricorsi di associazioni ambientaliste sulla presenza dell’area boscata. Perchè tutti questi rinvii? Semplice: se dovesse passare il SI al referendum, tutte le decisioni in materia ambientale, diventeranno di competenza del Governo Renzi che potrà fare ciò che vuole della discarica e del territorio. Ecco un altro, l’ennesimo, buon motivo per votare NO al referendum.

Noi della Lega Nord Umbria esprimiamo il massimo sconcerto e preoccupazione per quanto sta accadendo ad Orvieto, dove i forti interessi economici, rischiano di distruggere un territorio come quello orvietano che fa delle produzioni locali e del vino certificato Doc, un vanto conosciuto in tutto il mondo.

Per chiudere la discarica “Le Crete”e bonificare tutto basterebbe considerare il DL 36 del 2003 dove viene vietata la presenza di discariche e impianti di trattamento rifiuti in prossimità di agricolture di pregio. Si rischia seriamente di compromettere la certificazione Doc di questo territorio e distruggere produzioni, aziende, identità.

Su queste tematiche presenteremo un’interrogazione urgente in Consiglio Regionale.

Emanuele Fiorini, Capogruppo Lega Nord Umbria

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