Perugia: profughi ospitati in città protestano perchè vogliono la ‘paghetta’. Lega Nord: «È inaccettabile »

Valerio Mancini, vicepresidente leghista del consiglio regionale: «Basta urla sterili e pretestuose, l’Umbria e la città di Perugia devono rialzare la testa e ripartire. Occorre mandarli a casa propria!»

PERUGIA – Riceviamo e pubblichiamo: A distanza di quindici giorni dall’episodio di Cenerente, decine di  immigrati, in affido ad alcune Cooperative perugine, tornano a protestare per la mancanza della “paghetta quotidiana” . Sull’episodio verificatosi questa mattina davanti alla questura di Perugia interviene il Vice Presidente dell’Assemblea legislativa umbra, Valerio Mancini (Lega Nord). “ Perugia è ormai ostaggio degli immigrati. Incomprensibile e altresì intollerabile,  che decine di stranieri lamentino per la mancanza di sussidi. Non è bastato interrompere il traffico il 12 ottobre scorso con la protesta di Cenerente, ora si arriva perfino a gridare di fronte alla Questura senza alcun rispetto per il lavoro delle autorità. E’ ora che il Governo Renzi si assuma le proprie responsabilità, con questa politica dell’invasione, ha creato seri disagi in tutta Italia e la nostra verde Umbria non è da meno. Uno Stato che rende possibile tutto ciò non ha diritto di considerarsi tale. La situazione di Perugia – chiosa il Vice Presidente Mancini – è al quanto problematica, come affermato anche dal prefetto Dott. Cannizzaro, lo scorso  settembre in Regione quando riferendosi, al capoluogo umbro, parlò “di un’immigrazione sproporzionata nei numeri rispetto a tutta l’Umbria” dal momento che il comune perugino conta 1140 immigrati rispetto a 2964 totali”. E’ ora che qualcuno prenda la situazione in mano e si assuma le proprie responsabilità, credo sia arrivato il momento di liberare Perugia dalla morsa dell’immigrazione. E’ aberrante apprendere dalla stampa che decine di persone che ricevono ausili statali,che sono stati accolti in strutture più che dignitose, con confort di ogni tipo, protestino per mancanza di soldi, quando io stesso ho potuto constatare di persona, accompagnandoci cittadini perugini, l’affollamento dell’ufficio dell’impiego di Via Palermo. Tante persone sono in cerca di un lavoro e affrontano la crisi economica con dignità e sacrificio, senza pretese, ma cercando una qualsiasi occupazione che possa farle vivere con tranquillità. Va bene tollerare ed essere comprensibili, ma qui si rasenta l’inverosimile, ci sono botteghe che chiudono, il tasso di disoccupazione in costante incremento e soprattutto il silenzio dignitoso di chi in questi giorni sta di nuovo vivendo l’incubo del terremoto. Basta urla sterili e pretestuose, l’Umbria e la città di Perugia devono rialzare la testa e ripartire, le proteste e le urla lasciamole a chi è legittimato a farlo perché ha perso tutto. Per uscirne – conclude Mancini – occorre fare una sola cosa, mandarli a casa, a loro e chi incentiva questa  politica dell’invasione”.

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