Terni: sodomia a teatro. L’Assessore regionale: «Non siamo il MinCulPop»

La Cecchini afferma che la giunta regionale non può esercitare un controllo preventivo sugli spettacoli, come il Ministero della Cultura Popolare Fascista. De Vincenzi: «scandalizzato dalla risposta dell’Assessore Cecchini. È corretto spendere soldi pubblici per finanziare tutto questo? Segnaleremo i fatti alle autorità competenti, visto che lo spettacolo non era vietato ai minori»

PERUGIA – Nella seduta odierna dell’Assemblea legislativa dell’Umbria il consigliere Sergio De Vincenzi (Ricci presidente) ha illustrato in Aula l’interrogazione a risposta immediata presentata “per conoscere se la Regione Umbria ha concesso patrocinio e contributi all’edizione 2016 del Terni Festival e per sapere, in caso affermativo, se ha preventivamente verificato, attraverso la Fondazione, il programma e i contenuti degli spettacoli del medesimo Festival”.

Presentando l’atto, De Vincenzi ha spiegato che “durante il Terni Festival è stato messo in scena lo spettacolo ‘Schonheitsabend’ fatto di vere e proprie scene di sesso esplicito tra due ballerini, senza vietare l’ingresso ai minori. La Regione Umbria è tra i soci fondatori della Fondazione Teatro Stabile dell’Umbria che dovrebbe essere il gestore del Terni Festival. Per rispetto della dignità dei cittadini umbri, e in particolar modo di quelli ternani, buon senso imporrebbe un controllo meticoloso delle richieste di patrocinio che spesso sembrano essere elargite a occhi chiusi, come è accaduto in questo caso”.

Nella risposta, l’assessore Fernanda Cecchini ha detto che “il Terni Festival è organizzato dalla Fondazione Teatro stabile dell’Umbria, finanziata dalla Regione nel rispetto della legge regionale n.4. Come in ogni festival e come in ogni fondazione il programma è scelto nell’autonomia del direttore artistico. Inoltre gli spettacoli del Terni Festival sono a pagamento e questo presuppone una scelta di chi va a vedere queste rappresentazioni. Se l’Assemblea legislativa ritenesse opportuno, con un modello superato dalla storia che era quello del ministero della Cultura popolare, che la Giunta debba entrare nel merito preventivo della scelta della programmazione teatrale, non deve che approvare una legge che lo preveda. Ma attualmente l’autonomia della direzione artistica è incompatibile con un controllo preventivo da parte della Giunta, che non ha né le competenze né i diritti per farlo”.

Nella sua replica De Vincenzi si è detto “amareggiato e scandalizzato dalla risposta. Basta leggere gli articoli sullo spettacolo in questione per capire che si tratta di un gesto teatralmente inutile nel contesto messo in scena, di una trovata solo scandalistica. La Regione ha finanziato inconsapevolmente tutto questo. Mi domando se sia corretto spendere i soldi dei cittadini in cose di cattivissimo gusto e che non portano alcuna crescita per la società. Ci riserviamo di riferirci alle autorità competenti per la pubblicità fatta, visto che il 4 ottobre lo spettacolo non risultava vietato ai minori e il 7 ottobre sì”. (ACS)

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