Cecconi (FdI-AN): «Per il sindaco i debiti non possono restare solo ‘patrimonio’ della maggioranza. Continua a rigirare la frittata»

Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia definisce come ‘soccorso rosso’ gli aiuti provenienti dalla Regione Umbria e dal governo: «Sono soldi di tutti i cittadini, mica di Paparelli»

TERNI – Riceviamo e pubblichiamo: Nell’arte di rigirare la frittata, questa volta Di Girolamo si è superato e siamo costretti così a ricordare di nuovo che la gravità della situazione finanziaria e politica del Comune di Terni  non si esorcizza più (se mai ci si è riusciti) cercando come al solito di occultare e mistificare la realtà cambiando il nome delle cose.

Dice Di Girolamo che i soldi pubblici in arrivo da Roma o da Perugia – adesso e solo adesso che è conclamata una situazione di predissesto a Palazzo Spada – sarebbero la prova dell’ottimo funzionamento dell’asse governo-Regione-Comune. Peccato che, se quest’asse avesse davvero funzionato quando doveva, avrebbe potuto produrre, magari, risultati ben diversi per le acciaierie ternane: e ora, anziché rallegrarci grottescamente per essere diventati “area di crisi complessa”, potremmo più utilmente rallegrarci del contrario. Peccato che, piuttosto, la coincidenza tra l’annuncio di questi “aiutini” e la certificazione di milioni e milioni di debiti accumulati da Di Girolamo & C. – negati fino a due mesi fa – derubrica i fantomatici soldi in arrivo a quello che, universalmente e banalmente, si chiama soccorso rosso. Peccato però che i soldi non hanno colore: e quelli eventualmente elargiti per permettere a Di Girolamo di parlare d’altro, anziché del suo malgoverno, sono soldi tirati fuori di tasca propria da tutti i ternani (e non dell’assessore regionale Paparelli o chi per lui), ancorché utilizzati per compensare i buchi di qualcuno.

Dice ancora Di Girolamo che l’approvazione della delibera di predissesto n. 1 è una prova di compattezza della maggioranza: la quale – al contrario – ha già cominciato in aula a perdere pezzi e voti (è solo l’inizio), al punto da indurre domenica il direttore del Corriere dell’Umbria a scrivere di un Comune di Terni a rischio, per questioni politiche oltre che di soldi.

Dice infine Di Girolamo, toccando l’apice del giro di volta della frittata, che il piano di risanamento avviato (parliamo, appunto, del predissesto) non può restare – testuale –  “patrimonio della maggioranza”.

Ora, già il fatto di definire i debiti come un “patrimonio” si commenta da solo. Già la pretesa di condividere responsabilità che, in quanto tali, hanno un nome ed un cognome ben precisi, è del tutto irrealistica: la colpa dei buchi in bilancio è solo sua e se magari spera di trovare tra i banchi della minoranza qualche votarello a compensare le defezioni nella sua coalizione, ha sbagliato indirizzo. Ma la proposta più irricevibile di Di Girolamo è quella rivolta ancora una volta alle opposizioni, che magari potrebbero anche “dare un contributo” (dice lui), dato che il sindaco è “sempre pronto ad ascoltare”. Se lo fosse stato, non ci ritroveremmo al punto in cui siamo: come noi gli chiediamo da sempre, le falle in bilancio sarebbero state ammesse per tempo, dall’inizio del mandato avrebbero già potuto essere ripianate e non se ne sarebbero create di nuove.

Se Di Girolamo fosse davvero disponibile ad ascoltare, l’unica cosa seria da fare da parte sua – anziché continuare a negare l’evidenza – sarebbe quella di andarsene: proprio come le opposizioni compatte gli hanno già reiteratamente proposto.

Consigliere Marco Celestino Cecconi

Capogruppo Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale – COMUNE DI TERNI

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