Affari sui migranti: anche in Umbria si raccolgono firme per aumentare i controlli su chi specula sulla disperazione

Il consigliere regionale Marco Squarta (FdI) annuncia l’avvio di una raccolta di firme a sostegno di “una legge parlamentare di iniziativa regionale per obbligare cooperative, associazioni e privati che si occupano della gestione dei migranti a rendicontare in maniera puntuale e dettagliata le spese sostenute”. Per Squarta “i rimborsi devono avvenire sulla base delle spese effettivamente sostenute dagli operatori e non su criteri forfettari pro-capite e giornalieri legati alla sola presenza dei migranti nelle strutture”

PERUGIA | (Acs) – “Una legge parlamentare di iniziativa regionale per obbligare cooperative, associazioni e privati che si occupano della gestione dei migranti a rendicontare in maniera puntuale e dettagliata le spese sostenute”. È l’iniziativa sostenuta dal capogruppo di Fratelli d’Italia all’Assemblea legislativa dell’Umbria, Marco Squarta, secondo il quale “i rimborsi devono avvenire sulla base delle spese effettivamente sostenute dagli operatori e non su criteri forfettari pro-capite e giornalieri legati alla sola presenza dei migranti nelle strutture allestite per l’accoglienza”.

Il consigliere regionale ritiene “assurdo che le associazioni che ospitano i migranti non debbano presentare neppure uno scontrino per dimostrare come spendono i soldi ricevuti dallo Stato. Cooperative ed associazioni devono essere obbligate a giustificare ogni singolo euro ricevuto. Qualunque azienda che partecipa a bandi pubblici ed entra in contatto con la nostra burocrazia è costretta a presentare montagne di documenti, talvolta perfino inutili, a differenza di chi gestisce l’accoglienza degli immigrati e si limita a rendicontazioni alquanto vaghe a fronte di ricchi contributi”.

Squarta sottolinea poi che “la proposta di legge (pubblicata su www.leggeimmigrati.com(link is external) ‘Tagliamo il business dell’immigrazione’) non comporta costi aggiuntivi per il bilancio dello Stato ed anzi una rendicontazione puntuale porterebbe ad riduzione delle uscite. Nel 2015 – conclude Marco Squarta – a livello nazionale i costi pubblici per gli interventi di accoglienza ai migranti ammontavano a 800 milioni, 13 dei quali sono stati impegnati dalla Prefettura di Perugia, più un milione al mese, per l’affidamento di un anno del servizio. Risorse del ministero dell’Interno che, oltre a gestire i flussi e l’accoglienza degli stranieri richiedenti asilo politico, dovrebbe anche rendere noto il modo in cui vengono spesi i soldi pubblici”.

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