Narni, Bruschini (FI): «Sull’ospedale di Narni tanto rumore per nulla. Centrosinistra più attento alle carriere personali»

Ieri sera è stata discussa la mozione a favore dello sciopero della fame del vicesindaco Marco Mercuri: i socialisti si riaccodano al Partito Democratico. Dubbi sul progetto del nuovo ospedale unico di Narni-Amelia. Oggi intanto la giunta comunale di Narni incontra a Perugia la governatrice Marini, l’assessore regionale alla sanità Barberini e il direttore generale Fiaschini

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento del capogruppo di Forza Italia Sergio Bruschini, consigliere comunale e provinciale

Ieri sera a Narni consiglio straordinario per discutere una mozione presentata dalla lista Marcotulli e dal PSI a sostegno, citava testualmente, “dello sciopero della fame del vicesindaco Mercuri”. Mozione resasi quanto mai necessaria da parte dei socialisti proprio dopo le prese di distanza uscite forti sulla stampa da parte del segretario del PD che stigmatizzava l’azione a suo dire ininfluente, solitaria e controproducente nei confronti dell’obbiettivo del nuovo ospedale. Si preannunciavano insomma tensioni e determinazione da parte dei socialisti e di Marcotulli.

Invece tanto rumore per nulla.

Ha vinto il PD, il sindaco. I socialisti hanno dovuto fare marcia indietro e Marcotulli, dopo un intervento asciutto e concreto dove dice chiaramente che “il nuovo ospedale non si farà mai”, alla fine anche lui rientra nei ranghi.

La mozione, in classico stile ormai consolidato viene completamente stravolta dal sindaco nel solito “bla bla bla” e cassato il vero dispositivo di sostegno a MERCURI e a ciò che egli avrebbe ottenuto dal gesto eclatante intrapreso.

Insomma una mozione che volendo usare una metafora, in consiglio ho usato il termine popolare narnese “Loffa”, qualcuno l’ha fatta, ha causato un pò di cattivo odore ma niente più, non si sa chi l’ha fatta, si sono aperte le finestre. Svanito l’effetto.

Io ovviamente ho votato contro, in un consiglio SURREALE, vuoto. E ho sollecitato invece il sindaco ad andare dalla Marini con la lettera di dimissioni sue e della giunta se entro 30 giorni non ci sono interventi veri e verificabili. Ormai solo azioni forti e determinate politicamente possono servire, il resto sono solo, appunto, “Loffe”. Tutto ciò che è accaduto e che invece come proposto si sarebbe dovuto fare ha certo delle motivazioni e quasi scontato. La posizione politica forte di rottura metterebbe in crisi alcune posizioni di notabili politici del PD. Credo non sfugga che il segretario di Paparelli, Lucarelli, è il capogruppo in consiglio del PD. E Bigaroni lavora in Umbria Digitale, ne è un amministratore. Il sindaco poi presidente ANCI. Tutte posizioni che potrebbero venire meno se ci si rivolta troppo: un ospedale non vale una sedia.

Amen

Oggi, vedrete, torneranno dall’incontro perugino con una serie di promesse che apriranno di nuovo un altro capitolo al libro senza fine dell’ospedale. Ma chi gli crede più.

Sergio Bruschini, capogruppo di Forza Italia

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