Comune di Corciano, il bilancio finisce in Parlamento: «residui attivi e premi non dovuti ai dirigenti»

Il senatore della Lega Nord, Stefano Candiani, ha presentato un’interrogazione ai Ministri dell’Interno e dell’Economia per fare chiarezza sui conti del comune di Corciano

La Lega Nord Umbria attraverso il Senatore Stefano Candiani, ha depositato un’interrogazione parlamentare rivolta ai Ministri dell’Interno dell’Economia e delle Finanze per fare chiarezza sui bilanci del Comune di Corciano. A darne notizia è Giancarlo Versiglioni, responsabile comunale della Lega Nord Umbria. L’interrogazione, frutto di un approfondito lavoro di ricerca e verifica dei documenti, si sofferma in particolare sulla correttezza procedurale e sull’effettiva esigibilità di crediti particolarmente consistenti iscritti a bilancio dal Comune negli ultimi anni e sui conseguenti premi concessi ai dirigenti comunali nonostante il Comune di Corciano avesse sforato il patto nel 2006, condizionando anche i bilanci degli anni successivi.

Il Senatore Candiani ha sottolineato come “Gli organi di stampa hanno spesso denunciato come Regioni ed enti locali abbiano usato la pratica di inserire nei rendiconti una massa spesso anche consistente di residui attivi non accertati, tra cui, ad esempio, crediti tributari non riscossi e a volte scaduti, al fine di migliorare il saldo finanziario dei propri bilanci. Nello specifico, alcuni Comuni, tra cui quello di Corciano, paiono mostrare delle irregolarità in merito alla costituzione del fondo di produttività: dalla verifica dei bilanci comunali, infatti, sembrerebbe che il recupero dell’evasione tributaria sia stata inserita, anno per anno, tra gli obiettivi prestabiliti al fine di legittimare l’erogazione di emolumenti premianti ai dirigenti.

In termini di cassa il recupero dell’evasione ICI, ad esempio, negli ultimi anni non supera il 20% delle previsioni. Nonostante questo quando nel 2010 il Governo ha voluto porre un tetto agli stipendi accessori spettanti ai funzionari, il comune di Corciano ha comunque mantenuto, forse anche come base per gli anni successivi, una quota di parte variabile del fondo di produttività pari a circa 70 mila euro pur non essendo stato rispettato il patto di stabilità nel 2006 così come certificato dalla relazione dell’organo di revisione del Comune.

Il fondo premi di produttività è cresciuto progressivamente dal 2009 al 2015 fino a raggiungere i 196 mila euro nella parte stabile e i 91 mila euro (con punte fino ai 109 mila euro) nella parte variabile, cosa che sarebbe stata vietata per i Comuni che non hanno rispettato il patto di stabilità”.

IL TESTO DELL’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE, DEPOSITATA IN DATA 13 OTTOBRE E’ DISPONIBILE AL SEGUENTE LINK DEL SENATO

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=991926

Ufficio Stampa Lega Nord Umbria

 

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