Spoleto, il sindaco “licenzia” l’assessore-Premio Oscar. PD: «Siamo lo zimbello d’Italia»

Il Partito Democratico attacca il sindaco Cardarelli, dopo la revoca delle deleghe di assessore a Gianni Quaranta, celebre regista e scenografo. «Spoleto – dice il PD – città della cultura che caccia un Premio Oscar. Una personalità di quella caratura non meritava un benservito del genere. Sentiamo di doverci scusare a nome della nostra città con Gianni Quaranta»

SPOLETO (Tuttoggi.info) – Gianni Quaranta non è più assessore alla cultura del Comune di Spoleto. Il sindaco Fabrizio Cardarelli ha firmato lunedì la revoca delle deleghe (dove si ricorda che sono “note e confermate le qualità umane e professionali di Quaranta”) mentre nelle prossime ore saranno ufficializzate le nomine dei due nuovi membri di Giunta, Corrado Castrovillari e Camilla Laureti. Il primo si occuperà di bilancio e la seconda di cultura anche se le deleghe non combaceranno alla perfezione con quelle affidate finora ad Agnese Pula e Quaranta.

Lettera inviata sabato – L’atto formale che di fatto sancisce la revoca del posto di assessore al premio Oscar, che era stato fortemente voluto dal primo cittadino in Giunta, è stato anticipato sabato scorso da una lettera “dai toni amichevoli” ed in cui si spiegavano le motivazioni della decisione, come ha spiegato il sindaco Cardarelli.  Che oggi, a margine di un altro incontro in Municipio, ha voluto chiarire le motivazioni che lo hanno spinto a questa decisione dopo le dimissioni dell’assessore al bilancio Agnese Pula. Cardarelli ha infatti ricordato come Quaranta era l’unico assessore uomo in Giunta non eletto e che quindi si è trattato anche di un atto di “rispetto nei confronti dell’elettorato”. Dovendo garantire insomma il rispetto delle quote rosa (3 assessori in Giunta) ed avendo individuato un uomo – Corrado Castrovillari – per sostituire la Pula, si doveva per forza sostituire un uomo.

Cardarelli spiega il rimpasto – “L’elettorato ha anche emesso un certo numero di preferenze per le persone, dovrò tenerne conto?! La storia che mi lega a tutti i consiglieri della passata amministrazione con i quali abbiamo condiviso un percorso (Angelo Loretoni, Antonio Cappelletti, Gianmarco Profili e Zefferino Monini) che ci ha portato anche a vincere le elezioni, può essere cancellata con un colpo di spugna e dire ad uno ‘tu te ne vai perché non mi servi più’? Queste cose non le faccio. La priorità va data prima di tutto alla volontà degli elettori, per cui se non ho motivi seri per rimuoverli non ho il diritto morale di farlo“. La scelta, insomma, sarebbe stata pressoché obbligata, anche se “è stata durissima, per una settimana non ho dormito, è stata comunque una grande sofferenza personale“. Cardarelli ha parlato quindi di “cause di forza maggiore” e di “una legge che più assurda non si può, che tende ad evidenziare le diversità tra donne e uomini, ma che bisogna rispettare”. Quanto alle polemiche di questi giorni, il primo cittadino ha detto di non voler rispondere “alle uscite estemporanee. Non ho alcuna intenzione di alimentare fuochi che non devono esistere“.

Le polemiche politiche – Chi invece polemizza su questa vicenda è l’opposizione. Come i consiglieri di Forza Italia e Lista Due Mondi Alessandro Cretoni e Giampaolo Emili. “Apprendiamo dalla stampa con grande sorpresa e stupore – scrivono – della sostituzione dell’Assessore alla cultura Gianni Quaranta. L’ipotesi era già stata ventilata in questi ultimi giorni da qualche quotidiano, ragione per cui avevamo già personalmente parlato con l’assessore ricevendo conferma che egli non avesse mai avuto alcuna comunicazione in tal senso né dal Sindaco né dal suo staff. Tuttavia per quanto emerge dalla stampa se trovano conferma le modalità con cui l’amministrazione ha provveduto alla sostituzione dell’assessore alla cultura riteniamo doveroso, con queste poche righe, esprimergli solidarietà vicinanza e stima sia per l’impegno profuso nell’incarico, sia per i risultati raggiunti, pur lavorando senza risorse, sia per l’amore che ha mostrato per la nostra città dove ha iniziato la sua carriera con il Maestro Menotti. Porgiamo anche le nostre scuse a nome della città proprio per la modalità con cui risulta essere avvenuto tale avvicendamento: certamente uno stile non consono né alla fama di città di cultura della nostra Spoleto né tantomeno ad una amministrazione che propone la candidatura della città stessa  a “Capitale Italiana della Cultura”.  Ci riserviamo  di tornare sulla vicenda nei prossimi giorni dopo averne  approfondito tutti gli aspetti”.

La nota del Pd – Anche il gruppo consiliare del Partito democratico di Spoleto interviene sulla revoca dell’incarico all’assessore Quaranta. “Spoleto, città della cultura che caccia un Premio Oscar, prima chiamato in Giunta come fiore all’occhiello e poi scaricato con una mail e senza un preavviso. Diventiamo lo zimbello d’Italia. Il benservito ad un personaggio della caratura dell’Assessore Quaranta – a cui va tutta la nostra stima e solidarietà – per come questa scelta è nata e per come è stata gestita – rappresenta uno dei momenti più bassi della Giunta Cardarelli.

Questa amministrazione dimostra, ancora una volta, di non avere alcuna progettualità per la città e di navigare a vista. Un gesto che isolerà sempre di più Spoleto dal contesto nazionale e da quello regionale. Un ennesimo schiaffo alla città da parte di un Sindaco che sostituisce un premio Oscar con una perfetta sconosciuta della quale si sa soltanto che proviene da una nota famiglia spoletina.

Dopo le dimissioni dell’Assessore Pula e la necessità di ripartire da zero sulle questioni economiche e sul bilancio cittadino, un altro lavoro di Giunta di oltre due anni viene azzerato, stavolta quello della cultura, dove si stavano cominciando a vedere frutti. Evidentemente economia e cultura sono due tematiche su cui la Giunta Cardarelli non riesce proprio a trovare una quadra, eppure sono dei capi saldi irrinunciabili per Spoleto, la cui mala gestione, o non gestione, porterà presto i cittadini a pagare pesanti conseguenze. L’immobilismo in cui Spoleto affonda è ormai sotto gli occhi di tutti.

Il Sindaco afferma che la scelta, benché sofferta, era inevitabile perché non poteva togliere dalla giunta un eletto con 300 preferenze! Sentiamo di doverci scusare a nome della nostra città con Gianni Quaranta, sacrificato in nome di quelli che sono, in realtà, equilibri di partito. La patetica spiegazione del Sindaco fa comprendere ancora una volta alla città come le liste che hanno sostenuto la sua candidatura, tutto fossero tranne che liste civiche e di rinnovamento e non comprendiamo cosa trattenga una persona come Angelo Loretoni a farne ancora parte.

Non faremo più sconti, rafforzando la nostra opposizione specialmente sulle tematiche di economia e sviluppo e su quelle della Cultura. Una maggioranza allo sbando non può nascondere le proprie responsabilità di non gestione della cosa pubblica dietro un rimpasto di giunta così maldestramente congegnato, c’è in gioco la credibilità e il futuro di Spoleto”.

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