Nucleare: il parcheggio delle scorie italiane all’estero aumenta la bolletta dei cittadini

Il senatore Girotto chiede al Ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda, di riferire sull’incremento dei costi delle bollette per l’energia elettrica, a causa del deposito dei rifiuti radioattivi italiani all’estero

ROMA – “Abbiamo presentato un’interrogazione in Commissione Industria sulla delicata questione del combustibile nucleare delle nostre ex centrali, ad oggi parcheggiato in Francia e nel Regno Unito e che dovrà essere restituito all’Italia”. Lo rende noto, Gianni Girotto, senatore del M5S e primo firmatario.

“Il motivo – afferma il senatore – riguarda il costo in bolletta degli oneri A2 destinati alla copertura dei costi di decommissioning nucleare, che è aumentato da 170 milioni di euro nel 2013 a 622 milioni nel 2015. Abbiamo il forte dubbio che l’incremento ingiustificato dei costi sia dovuto per tenere parcheggiato nel Regno Unito le scorie radioattive derivanti dal riprocessamento del combustibile nucleare, dato che in Italia ancora siamo lontani dalla realizzazione del deposito nazionale in cui custodirle. Chiediamo al Ministro dello Sviluppo Economico Calenda di chiarire con urgenza la vicenda venendo a rispondere in commissione sull’incremento dei costi per la gestione dei rifiuti all’estero, che verranno spalmati in bolletta con un aumento dei costi sui consumatori e sui tempi di rientro dei rifiuti dall’estero”.

Girotto evidenzia che “in ballo c’è anche l’opzione offerta dalla controparte britannica della sostituzione dei rifiuti a media e bassa radioattività con un volume inferiore di rifiuti ma ad alta radioattività, per i quali ad oggi non è stata individuata alcuna soluzione al mondo per la messa in sicurezza definitiva. Sostituzione che ci costerebbe 150 milioni di sterline”-

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