Un inceneritore per Assisi. Liberati: «È perverso pensare di autorizzare un progetto del genere»

PERUGIA – “Esiste in Umbria il rischio di una nuova struttura industriale volta all’incenerimento dei rifiuti, dopo gli ammorbanti impianti di Terni, il caos discariche, il megabiodigestore di Foligno”. Lo segnala il capogruppo del Movimento 5 Stelle a Palazzo Cesaroni, Andrea Liberati, spiegando che “la Regione Umbria potrebbe, a breve, autorizzare un impianto di pirogassificazione, ad Assisi, volto a testare l’utilizzo di alcune tipologie di Css (combustibile solido secondario), il che equivale a bruciare i soliti rifiuti”.

Liberati sottolinea che “la ditta interessata avrebbe facoltà di bruciare cinque tonnellate al giorno di Css: a norma di legge, questa inquinante attività si potrebbe ripetere per ben quattro anni in via sperimentale. E tale “sperimentazione” consentirebbe di aggirare le previsioni del Piano regionale rifiuti che, solo a parole, esclude la termovalorizzazione di Css in Umbria. Altro che differenziata, altro che ‘rifiuti zero’. Non solo: come scritto nella stessa relazione, la pericolosità delle ceneri dovrà essere appurata da apposite analisi”.

Il consigliere di opposizione rileva che “dal 1954 l’intero territorio comunale di Assisi è oggetto di tutela, con vincolo paesaggistico quale area di notevole interesse pubblico (ex TU ’42/2004′). Assisi medesima gode inoltre di protezione internazionale: davvero perverso pensare di dare il via libera a un’idea del genere. Intanto, a causa del mancato stop della Regione, nel quadro della nota deregulation urbanistica, si moltiplicano ovunque progetti simili, senza senso e puramente speculativi. Molti – conclude Liberati – se ne preannunciano contro altre comunità umbre. Silenzio assordante dalla presidente della Giunta regionale, Catiuscia Marini, prima responsabile dell’ennesimo disastro ambientale annunciato, mentre dell’assessore al ramo si sono da tempo perse le tracce: un modo di amministrare totalmente autoreferenziale che squalifica la città di Assisi e l’intera regione, disonorando lo spirito che vivifica la nostra stessa esistenza”. (Acs)

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