Governo: dossieraggio e segreti. Gli assi nella manica di Renzi

ROMA – Dagospia è un sito di informazione e gossip che tra una indiscrezione e una fotografia di starlette scapezzolate spesso anticipa notizie di cose politiche ed economiche che nessun altro è in grado o ha il coraggio di anticipare. Non sto qui a fare l’ elenco degli scoop di Roberto D’ Agostino, il suo fondatore, ma se molti colleghi hanno fissa sul computer la homepage di Dagospia è perché spesso da lì colgono news che le agenzie di stampa non danno.

Ciò detto, venerdì pomeriggio leggendo Dago sono saltato sulla sedia e non per la notizia che il nostro Giacomo Amadori è stato assolto in una causa per diffamazione che gli aveva intentato Adriano Celentano, ma per una Dagonota dal seguente titolo: «Renzispia. Dopo due anni di Palazzo Chigi, il bulletto si è infilato con arroganza nei gangli del potere, dalle Fiamme Gialle ai servizi, dalla polizia ai carabinieri, ha chiesto e ottenuto notizie riservate: e ora si allarga…».

Già il titolo dice molto, ma ancor di più dice ciò che sta sotto. Riporto direttamente dal sito: «Tra i poteri nazionali s’ è diffusa una certa apprensione, per non dire paura, nei confronti di Matteo Renzi. Sono ormai due anni e mezzo che il Ducetto da Rignano s’è insediato a Palazzo Chigi. Ha avuto, cioè, tutto il tempo per inserirsi nei gangli del potere pubblico. Soprattutto in quello degli apparati di sicurezza. Con questa formula asettica vengono chiamati (da quelli che parlano bene) i servizi segreti. Ogni giorno, il premier cazzone riceve dai Carabinieri, dalla Guardia di Finanza, dalla Polizia, dai Servizi veri e propri dossier, rapporti, relazioni – insomma, spiate – sugli uomini più in vista del Paese».

Depurato dagli sfottò, l’ articolo sostiene senza condizionali che il premier avrebbe dossier riservati confezionati da apparati dello Stato su chiunque ricopra una posizione chiave nel Paese. Non solo. La Dagonota aggiunge che «per fare il figo» Renzi farebbe battute e rivelerebbe qualche segreto alle stesse persone oggetto dei dossier, con un risultato evidente: «Terrorizzarli, con l’ idea di tenerli in pugno». Di più: «Però, come al Cav, Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Servizi segreti non rivelano al premier toscano i segreti che intercettano su di lui. E si è vista come è andata a finire».

Come detto, l’ articolo è comparso sul sito venerdì pomeriggio, per la precisione alle ore 17.09. Mettiamo che qualcuno nella serata antecedente il weekend fosse distratto e avesse spento il computer per potersela filare prima. Ma com’ è possibile che ieri, sabato, nessuno abbia reagito alla notizia di uomini delle forze dell’ ordine e dei servizi di sicurezza che lavorano per redigere dossier da con segnare al premier? Dico: nessuno ha smentito.

Non i vertici della Polizia, non quelli dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Silenzio dai vari organismi che dovrebbero operare per la difesa nazionale. Bocche cucite pure a Palazzo Chigi. Eppure Dagospia non è un sito clandestino, ma un indirizzo web che è frequentato quotidianamente da decine se non centinaia di migliaia di persone, giornalisti e uomini in vista compresi.

E seppur tra una Eleonora Giorgi che rievoca la sua carriera e il libro dedicato a tutte le amanti di Clinton, la notizia non è di quelle che passano inosservate. Dagospia in pratica dice che il presidente del Consiglio a Palazzo Chigi ha dei dossier sugli italiani che contano e forse lui stesso è spiato. Ora io non so se le rivelazioni del sito corrispondano al vero.

Sta di fatto che nel passato, quando ai vertici dei Carabinieri e del Sifar c’era il generale Giovanni De Lorenzo e si accumulavano dossier sugli esponenti delle varie forze politiche, vennero giù i governi, furono decapitati i vertici militari e si istituirono commissioni d’ inchiesta. Per lungo tempo si vissero anni con il timore che le forze politiche fossero sotto il ricatto di segreti indicibili o semplicemente di risvolti della loro vita privata.

Ribadisco: io non so se quanto raccontato da Dago spia sia documentato, se cioè esistano apparati dello stato che confezionano dossier per il premier e contro il premier. Tuttavia, siccome Dagospia non è un bollettino sconosciuto, urge che qualcuno chiarisca o smentisca. Far finta di niente, far sparire le notizie, come da qualche tempo si tende a fare nascondendole sotto il tappeto, non serve al Paese.

Un Paese su cui da tempo, sotto lo sguardo distratto di giornali e tv, si allungano oscure ombre e si fanno troppi affari. Non tutti alla luce del sole e non tutti nell’interesse dell’ Italia.

Maurizio Belpietro per “La Verità 

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