Castel Giorgio, Brega: “I signori della geotermia non si raccomandino ai piccoli boss del territorio”

Il presidente della II Commissione del Consiglio regionale, Eros Brega, durante l’incontro ha letto una e-mail indirizzata ad alti esponenti del Partito Democratico di governo, in cui viene condannata la posizione e il ruolo di Brega e quello del PD locale, colpevoli di essersi espressi contro la geotermia. “Nonostante le pressioni – ha detto Brega – io da persona libera ho scelto di stare dalla parte dei cittadini. E i cittadini hanno detto NO all’impianto”

CASTEL GIORGIO | (OrvietoNEWS.it) – “Abbiamo costruito un percorso vero che ha dato voce a questo territorio. Chi farà scelte diverse dovrà assumersi le proprie responsabilità”. Il Presidente della Commissione Ambiente della Regione Umbria, Eros Brega, non arretra di un passo e rilancia sulla necessità di rispettare la sensibilità delle popolazioni dell’Alfina che hanno detto “no” alla realizzazione dell’impianto geotermico.

La posizione di Brega e di tutto il Partito democratico di Castel Giorgio e del comprensorio, unito alla presenza di sindaci e rappresentanti politici dei comuni della vicina provincia di Viterbo è stato ribadito con forza all’incontro tenutosi nei giorni scorsi nel comune dell’Alfina al quale, oltre a molti cittadini, hanno preso parte i sindaci di Orvieto, Giuseppe Germani, Acquapendente, Angelo Ghinassi, Castel Viscardo, Daniele Longaroni e Allerona, Sauro Basili, il segretario provinciale del Pd di Terni, Carlo Emanuele Trappoolino, il segretario di Orvieto, Andrea Scopetti, il professor Roberto Minervini in rappresentanza dei comitati e associazioni di tutela del territorio, e consiglieri comunali del Comune di Castel Giorgio, Claudio Tarmati, Raffaele Fiani e Andrea Corritore.

“Un occasione per fare il punto della situazione”, come ha ricordato in apertura il consigliere comunale, Claudio Tarmati, e soprattutto “per continuare il confronto con la popolazione e i rappresentanti della Regione Umbria sul delicato tema della geotermia”. Tarmati, ponendo l’accento sull’impegno politico dell’onorevole Alessandra Terrosi e del presidente Brega e su quello civico dei comitati locali, non ha mancato di stigmatizzare il comportamento del sindaco di Castel Giorgio che “a ridosso dell’ultimo incontro con il Mise non ha inviato nessuna comunicazione ufficiale ai consiglieri comunali di Castel Giorgio, ma ha scelto di comunicare l’esito della riunione solo agli amici degli amici tramite i social network”

Considerazione che ha sollecitato il sindaco di Acquapendente, Angelo Ghinassi, a evidenziare come “Su questa battaglia non c’è bisogno di divisioni ma di un territorio omogeneo. Perché, credo che battaglie di questo tipo devono andare oltre la politica, i confini e sentimenti personali. Dobbiamo avere un atteggiamento politico diverso, unitario, come stiamo facendo stasera. Perché abbiamo il dovere di tutelare il vero modello di sviluppo di questo territorio che è quello turistico, agricolo e ambientale. Ed è nell’assoluta competenza delle amministrazioni locali e dei cittadini fare questa scelta. Dobbiamo combattere questi progetti, come tanti altri progetti pericolosi per la salvaguardia dell’ambiente. Soprattutto dobbiamo iniziare anche a lavorare insieme ad un piano energetico condiviso prima che lo faccia qualcun altro”.

Altrettanto determinato a stare dalla parte dei cittadini il sindaco di Orvieto, Giuseppe Germani, che – aprendo il suo intervento con i ringraziamenti al presidente Brega per l’attenzione avuta sulla problematica della geotermia – ha posto l’accento “sulla scelta fatta dai 25 sindaci del territorio che hanno firmato una delibera che esprimeva una chiara contrarietà a questo progetto. Un progetto che non solo le amministrazioni e la popolazione hanno scelto di contrastare, ma la stessa prospettiva di sviluppo territoriale delle Aree Interne prevede investimenti su turismo, ambiente e servizi per i cittadini. Oggi è anacronistico andare verso forme di sviluppo diverse. Non ce l’abbiamo con nessuno, vogliamo semplicemente decidere noi cosa e come sviluppare il territorio. E in questo i numeri ci danno ragione. Il territorio orvietano ha la più alta crescita turistica della Regione. Sono in atto accordi turistici e culturali con il Lazio e la Toscana che coinvolgono 150 comuni. Ora resta soltanto da far capire alla Regione che questo è il percorso che abbiamo scelto e che hanno scelto i cittadini contrastando questo tipo di attività geotermica”.

Un colpo ben assestato è stato quello messo a segno dal professor Roberto Minervini, in rappresentanza dei comitati locali. “Intanto mi pare assurdo che nel documento redatto dai tecnici della Regione Umbria inviato al Mise non sia stato fatto minimamente cenno al sisma di Maggio che ha colpito proprio le zone dove questi signori vorrebbero realizzare l’impianto – ha detto Minervini -. Ma c’è di più: spulciando tra la documentazione depositata dall’azienda nella fase iniziale di presentazione del progetto c’è una perizia geologica che segnala proprio le gravi connessioni tra l’incidenza sismica e la realizzazione dell’impianto. Possibile – si è chiesto Minervini – che in tecnici della Regione non hanno tenuto conto di questo? Possibile che i tecnici della Regione non hanno nemmeno tenuto conto del sisma di maggio? Non si può scherzare sulla pelle della gente. Non si può nemmeno pensare di attendere il 4 dicembre per prendere una decisione definitiva sulla geotermia. Chiedo a Brega, riconoscendo l’impegno avuto in questi mesi, di farsi portavoce del territorio verso la Regione Umbria spronandola a decidere in breve tempo. Se magari, oltre a Brega, la Marini vorrà venire qui ad annunciare la sua decisione ci farebbe piacere, altrimenti andremo noi cittadini in massa a manifestare sotto la Regione”.

Alla salvaguardia dello sviluppo del territorio si aggiunge la reale preoccupazione dei cittadini che il segretario provinciale del Pd di Terni, Carlo Emanuele Trappolino ha sintetizzato dicendo: “La politica ha l’obbligo di ascoltare le popolazioni e tutelare il futuro delle nuove generazioni. In questo senso la Regione, anche grazie al lavoro e alla presenza del presidente Brega, ha certificato la contrarietà espressa da questa comunità. Scelta riconosciuta dall’azione del Mise che ha chiamato la Regione a chiudere questo percorso e la Regione non potrà non tenere conto di questo. Alla chiara e determinata posizione dei cittadini e delle amministrazioni del territorio si sono aggiunti, purtroppo, eventi non ponderati come il sisma di maggio che ha interessato questo territorio e non può essere sottaciuto. Da parte del decisore, sarebbe da irresponsabili non tenere contro di questi eventi quando si delibera su attività che possono interferire su determinati fenomeni. Ed è per questo che l’azione del Partito democratico di Castel Giorgio va evidenziata perché è in questi momenti di discussione e analisi collettiva che un partito deve essere capace di confrontarsi e decidere anche di fronte alle evoluzioni venute negli anni. Di fronte ai cittadini soli i più forti sono gli interessi organizzati, questo dobbiamo contrastare e questo è il lavoro che sta sta facendo il Pd”.

Le parole di Trappolino hanno realmente fatto emergere anche quella che è la “macchina degli interessi” che in questi anni ha sostenuto l’azione di persuasione alla realizzazione dell’impianto. Sistema, però, che non ha assolutamente attecchito nella comunità dell’Alfina. Tanto che negli interventi che hanno preceduto le conclusioni di Eros Brega, le dissertazioni e le fobie di allarmismo riportate dal rappresentante della società, Diego Rignini, non hanno aggiunto nulla di rilevante alla serata.

Ad approfondire i temi è stato il consigliere, Claudio Tarmati, che ha sollecitato Brega nel chiarire meglio la sua proposta di referendum, ma anche di identificare quelli che possono essere stati “i giocolieri” che hanno “giocato” con il tema della geotermia. Domanda cruciale quella sul futuro di questo percorso, ovvero quello che può fare la Regione e quello che si dovrà fare per mettere al sicuro il territorio da azioni come quelle che si stanno contrastando. Dello stesso tenore, infatti, il prezioso contributo del consigliere comunale Andrea Corritore che, nel riportare anche lui il ruolo e l’impegno avuto dal presidente Brega, ha posto l’interrogativo sul perché la Regione non è stata chiara nel dire No all’impianto e se lo farà ora.

“Sfido chiunque – ha detto il presidente della commissione ambiente, Eros Brega -, a trovare nelle mie parole allarmismo o tantomeno parole come terremoto o catastrofi. Non l’ho mai fatto e mai lo farò perché bisogna avere rispetto delle persone colpite dal terremoto”.

Per aggiungere elementi di chiarezza e far comprendere a tutti “quello che si muove dietro al progetto”, Brega ha letto una mail inviatagli in questi giorni nella quale, in una lettera indirizzata ad alti esponenti del Pd di Governo, veniva stigmatizzato e condannata la posizione e il ruolo di Brega e quello del Pd locale colpevoli – secondo l’informatore – di essersi espressi contro la geotermia. Tanto da auspicare un cambio di idee.

“Sia chiaro – ha replicato Brega – che quanto sta accadendo non si può limitare alla discussione tra chi è contro e chi è a favore. Qui è in gioco il rispetto e la sensibilità dei cittadini, non gli interessi di qualcuno e io ho scelto di stare dalla parte dei cittadini e dei sindaci di questo territorio. Per questo – ha evidenziato Brega – mi dispiace constatare l’assenza del sindaco di Castel Giorgio, Andrea Garbini, perché intanto avrei voluto salutarlo, ringraziarlo per il lavoro che sta facendo e per confrontarci insieme ai tanti cittadini presenti sul ruolo che deve avere questo territorio rispetto alla geotermia e non solo. La politica è bella per questo: per dirsi le proprie idee in faccia e se oggi il sindaco di Castel Giorgio è protagonista lo è grazie alla Regione e al lavoro fatto dalla Commissione Ambiente”.

Facendo opera di tranquillizzazione verso quanti si preoccupano della sua presenza sul territorio, Brega ha ricordato di essere stato eletto dai cittadini di essersi preso l’impegno di rappresentarli. Detto questo il presidente della Commissione ambiente ha fatto un elenco di quello che era stato fatto prima della sua nomina e dopo. Proprio nel febbraio scorso, Berga, alla vigilia dell’ultima seduta della Commissione aveva preso parte ad un incontro pubblico organizzato dal Pd di Castel Giorgio per ascoltare direttamente le richieste dei cittadini e trasferirle negli atti votati dall’Assemblea legislativa dell’Umbria.

“La politica – ha continuato Brega – deve assumersi la responsabilità e il coraggio di decidere rispettando la legge e i cittadini. Ed è per questo che prima di assumere qualsiasi decisione ho voluto ascoltare la popolazione e sono venuto qui perché non è bello che decisioni importanti per il futuro della comunità vengano calate dall’alto. Ho fatto quello che ogni persona libera avrebbe fatto al mio posto, cercando di non penalizzare nessuno ma di rappresentare al meglio l’esigenza del territorio”.

E proprio ripartendo dalle prospettive delle Aree Interne, Brega ha ricordato che “Non si può costruire un progetto sulle Aree interne impostato su ambiente e turismo e poi cercare di fare altro. Qualcun altro è andato in contraddizione, non io. A questo punto mi chiedo: perché, se si credeva che questo ed altri progetti erano interessanti, qualcuno non ha scritto che questo territorio rispetto alle Aree interne si deve sviluppare anche sulle energie rinnovabili? Questo non è stato scritto, e ora ognuno deve essere in grado di assumersi le proprie responsabilità. Non ci possiamo inventare la luna, sarebbe stato bello che si fosse concertato insieme un unico modello di sviluppo. Come sarebbe stato bello concertare insieme un percorso di sviluppo territoriale; e proprio su questo punto mi sarebbe piaciuto confrontarmi con il sindaco Garbini. Lui è contro la geotermia, ma mi chiedo perché non ha presentato nessun progetto dentro il piano di sviluppo turistico e ambientale delle Aree interne. Secondo me è una grave mancanza politica e non si può nascondere tentando di criticare il sottoscritto, forse il sindaco di Castel Giorgio ormai mi sogna anche la notte. Invece se stasera fosse stato qui non solo avremmo parlato della geotermia, ma avremmo avuto l’occasione di costruire un progetto di sviluppo del territorio. Chi rappresenta le istituzioni ha l’obbligo di confrontarsi con la gente avendo anche il coraggio di superare gli schieramenti e le bandiere, perché il nostro mandato è questo e non quello di stare da una parte sola”.

L’ultima stoccata di Brega è partita all’indirizzo della società e a quanti navigano intorno alle promesse fatte dalla società. “Ai signori della geotermia e i loro amici voglio semplicemente ricordare che non si può venire qui a imporre un progetto dall’alto senza tenere conto delle popolazioni che vivono in questo territorio e confrontarsi con loro – ha aggiunto Eros Brega -. Non si lavora con le imposizioni dall’alto, ma con il rispetto delle comunità. Se si voleva essere protagonisti bisognava confrontarsi in modo diverso, senza andare a cercare i bossetti del territorio o a raccomandarsi a destra e a manca tentando di far calare una decisione dall’alto. Questo lo posso dire da persona libera che ha agito e agisce da persona libera senza promettere nulla a nessuno, a differenza di chi stasera non è qui e forse deve spiegare alla gente perché non è qui”.

“Credo che da febbraio ad oggi – ha concluso Brega – abbiamo costruito un percorso vero, che ha dato voce a questo territorio. Bravi sono stati i sindaci e i consiglieri comunali che hanno deliberato contro la geotermia, bravi sono stati i cittadini, i partiti, e bravi sono stati soprattutto i comitati e le associazioni che in questi anni hanno mantenuto alta l’attenzione sul tema geotermia. Da uomo libero ho preso un impegno con questa comunità e continuerò a portarlo avanti. Mi auguro che questo sia sufficiente. Io non dico no alla geotermia, ma ad un metodo di imporre le cose dall’alto. Io difendo quel metodo che ascolta la gente e riconosce i loro diritti. Come si poteva, dopo la contrarietà di tutti, pensare di imporre qualcosa dall’alto? Come si poteva andare contro a questi comuni? Chi rappresenta le istituzioni ha l’obbligo di confrontarsi e decidere rispettando la sensibilità di tutti . Per questo, a chi vuole investire sulle energie rinnovabili dico: fatelo rispettando il territorio e i cittadini, non potete farlo con un territorio ostile perché viene male”.

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