Berlusconi compie 80 anni e torna sotto la casa dove visse da piccolo. Ma non suona per non disturbare gli attuali inquilini

Protagonista dell’incontro, in via Volturno nel quartiere ‘Isola’ di Milano, è stata la giornalista Francesca Mandelli, con alcuni suoi coinquilini, che abita nello stesso palazzo dove è vissuto Berlusconi da bambino. L’ex premier tuttavia, per non disturbare, non ha voluto citofonare agli attuali inquilini di quello che fu l’appartamento dei genitori, per vedere com’è la casa oggi

Francesca Mandelli per “glistatigenerali.com”

MILANO – Sette e trenta di un mercoledì sera qualunque. Giuseppe suona il citofono. Domenico, il coinquilino con il quale condivido l’appartamento di via Volturno all’Isola, a Milano, da ormai quattro anni, corre in camera esclamando: «C’è Berlusconi qua sotto».

Incredula mi affaccio dal balcone a verificare la notizia, che aveva tutta la parvenza di essere uno scherzo del buon Giuseppe. Due auto ingombranti e particolarmente lucide sono parcheggiate di fronte al portone del condominio, non è uno scherzo. Prendo le chiavi, l’iphone e non mi preoccupo del pigiama rosa a pois che indosso, e corro giù con Domenico per raggiungere l’amico, ma soprattutto il “vecchio” Silvio.

L’autista ci osserva nella nostra concitazione e sorride divertito. Mi giro a destra e vedo arrivare Agostino (anche lui condivide l’appartamento con me e molta vita), che conclude una conversazione al telefono dicendo all’interlocutore: «Luca ti chiamo dopo, ho Berlusconi sotto casa». Mi giro a destra, e da via Sebenico spunta Silvio Berlusconi, proprio lui, oggetto di tante discussioni politiche, di molti malumori e insofferenze, uomo che, a suo modo, mi ha aiutata a capire da che parte stare.

Gli stringiamo la mano, lui sorride, è emozionato nel vedere quattro trentenni (sembriamo più giovani) ad aspettarlo di fronte al portone che da ragazzino varcava quotidianamente. Facciamo una foto, un paio a dire il vero. Agostino, da fedele milanista, lo chiama Presidente e vorrebbe molto dirgli quanto gli manca quel Milan lì, ma si limita a ringraziarlo per gli anni d’oro. Silvio ci guarda, cerone sul viso e capelli finti come siamo abituati a vedergli addosso, vestito elegante, quasi come se il tempo non volesse e dovesse passare mai per lui, e invece è proprio passato.

Ho le chiavi al collo, indosso un pigiama rosa a pois e un paio di infradito arancioni, abito nel condominio in cui viveva sua nonna. «Sapete, una volta abitavo qua io» – afferma il Cavaliere – guardando commosso le finestre e indicandoci quelle che una volta erano le sue. «Noi viviamo al secondo piano» – dico timidamente, mentre lui racconta che da bambino dormiva in sala. Gli chiediamo se vuole salire, o suonare agli inquilini di quella che un tempo era casa sua, ma non se la sente. Vorrebbe sapere com’è oggi quell’appartamento, ma non ha voglia di suonare o arrecare disturbo. Domani compie 80 anni. Vorrei chiedergli molte cose, ma mentre lo guardo andare via con un passo piuttosto stanco e affaticato, mi limito a dire: «Auguri per il suo compleanno».

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