Otricoli: “Ascensore aperto per gli amici degli amici”. Il sindaco spiega: “Mi sto facendo i cazzi miei”

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“Forse per il sindaco Antonio Liberati occuparsi della ‘cosa pubblica’ significa, come direbbe l’Antonio Razzi imitato da Crozza, farsi veramente e soltanto i cazzi propri ?”. La denuncia del gruppo consiliare di opposizione

Pubblichiamo la nota del gruppo consiliare “Insieme è Possibile”

OTRICOLI – Da un pò di anni a questa parte abbiamo la sensazione che nel nostro comune alcuni Amministratori facciano distinzioni tra cittadini di serie A e cittadini di serie B.

Ci eravamo sbagliati. A quanto pare, infatti, sembra che ci siano addirittura cittadini di serie A Superior. Cittadini che, per una cerimonia privata, hanno il privilegio di usufruire, in via del tutto esclusiva, di un servizio e di un’opera pubblica, con il sindaco che fa da usciere-guardiano.

ASCENSORE CHIUSO DA MESI – Succede che l’ascensore, che collega il parcheggio del Teatro dell’Ortera al centro storico, è chiuso dal mese di luglio. Come gruppo di opposizione avevamo già da tempo chiesto al sindaco le ragioni della chiusura e i relativi documenti amministrativi.

Il primo cittadino ci aveva fatto sapere che l’ascensore era fuori servizio a causa di una sovratensione del sistema di videosorveglianza.

IL MATRIMONIO E IL SINDACO GUARDIANO – Sabato pomeriggio, 24 settembre, tuttavia l’ascensore era miracolosamente aperto e altrettanto miracolosamente funzionante, solo per consentire agli invitati di un matrimonio di parcheggiare al teatro dell’Ortera e raggiungere comodamente la piazza del paese e la chiesa di Santa Maria Assunta. A fare da guardiano il sindaco in persona, Antonio Liberati.

Ora noi ci domandiamo come sia possibile che un  servizio pubblico venga sospeso dall’Ufficio Tecnico, e poi venga riattivato straordinariamente dal Sindaco, senza i requisiti di sicurezza che ne hanno imposto la chiusura.

L’ascensore, costato più di 500 mila euro, infatti è stato chiuso per una situazione di assoluta assenza di sicurezza, come si può riscontrare nelle prescrizioni degli Enti di controllo. E, peraltro, non esiste alcun protocollo di soccorso in caso di blocco o altro incidente.

Ci domandiamo, tra l’altro, se possa considerarsi un danno erariale aver speso più di un miliardo di lire, a cui vanno aggiunte le costose manutenzioni e controlli, per un’opera pubblica che sta sempre chiusa.

Poi ci domandiamo se possa considerarsi un reato l’uso privatistico, esclusivo e personale, di un’opera e di un servizio pubblico, con il sindaco in persona a fare da guardiano. Ma queste sono cose che dovrebbero accertare gli organi competenti.

Una cosa noi tuttavia l’abbiamo già accertata: il nostro sindaco è un gran maleducato. Al nostro capogruppo, transitato lì per caso con la propria automobile, che gli domandava se l’ascensore fosse stato aggiustato e finalmente riaperto, il sindaco ha risposto con le testuali parole: “Io mi sto facendo i cazzi miei. E tu?”

Forse per il sindaco Antonio Liberati occuparsi della “cosa pubblica” significa, come direbbe l’Antonio Razzi imitato da Crozza, farsi veramente e soltanto i “cazzi propri”?

Gruppo consiliare “Insieme è possibile”

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