Biodigestore a Foligno, Carbonari (M5S): “Consiglio regionale neghi il diritto di superficie al privato. Chiarire il ruolo del direttore ARPA Ganapini”

“Si tratta di un terreno di poco meno di un ettaro, ubicato nel comune di Foligno e di proprietà della regione, su cui ATI3 e la società Asja Ambiente Italia Spa vorrebbero costruire il biodigestore. L’ATI3 poi ha fatto stilare il Rapporto Preliminare Ambientale, in qualità di consulente, all’attuale direttore dell’ARPA Walter Ganapini”

PERUGIA | (ACS) – “Nonostante le oltre 2000 firme raccolte in piena estate da cittadini, associazioni e comitati, martedì 27 settembre verrà portata in Consiglio regionale una Proposta di Atto amministrativo riguardante la concessione a un privato del diritto di superficie su un terreno di poco meno di un ettaro in località Casone, nel Comune di Foligno, di proprietà della Regione. Ai più, dall’esterno, potrebbe sembrare materia di ordinaria amministrazione, ma l’eventuale approvazione di questo ‘banale’ atto è un tassello fondamentale nella complessa vicenda che ormai da mesi sta infiammando la politica folignate: la costruzione di un biodigestore anaerobico per la produzione di biometano”. Così il consigliere regionale Maria Grazia Carbonari (Movimento 5 Stelle) che assicura: “nell’interesse della salute dei cittadini e della tutela dell’ambiente il M5S intende fare chiarezza su tale vicenda che, sotto diversi aspetti, presenta notevoli criticità”.

“Una delle criticità – spiega – è rappresentata dalla localizzazione dell’impianto nell’area di Casone. È questa infatti un’area che si trova a meno di 1 km da frazioni densamente popolate già fortemente compromessa dal punto di vista ambientale per la presenza di numerosi opifici ed industrie insalubri oltreché sottoposta a una serie di importanti vincoli (fascia A di pericolosità idraulica, falda affiorante e acquiferi ad elevata vulnerabilità, fascia 1 di rischiosità sismica e zona di pregio agricola). È possibile, ci chiediamo, che in tutto il territorio ATI3 che, ricordiamo, comprende un’area vasta di 22 comuni della Valle Umbra Sud, non ci fosse una zona adeguatamente isolata, ma accessibile dove collocare più opportunamente il biodigestore ed evitare inconvenienti sanitari ed ambientali agli abitanti del più grande agglomerato urbano del comprensorio?”.

Per Carbonari “c’è poi l’aspetto delle procedure, non trasparenti e partecipate, messe in atto da ATI3 per aggiudicare in Project Financing alla società Asja Ambiente Italia SpA l’appalto di costruzione e completa gestione dell’impianto, ottenere il cofinanziamento pubblico per poco più di 3 milioni di euro e stipulare, insieme al gestore della raccolta Vus SpA, un contratto di concessione con Asja. Una grave criticità in tal senso è rappresentata dai doppi e tripli ruoli di alcuni protagonisti. Un elemento dirimente è, per esempio – spiega -, il fatto che per stilare il Rapporto Preliminare Ambientale con il quale effettuare le verifiche ambientali del progetto sia stato all’epoca incaricato da ATI3 come consulente Walter Ganapini, già cofondatore di Legambiente, candidato nel 2011 alla presidenza di Vus SpA ed attualmente direttore di Arpa Umbria (ente che usualmente redige le istruttorie). Ma esistono anche altre criticità che tratteremo in dettaglio in successivi comunicati”.

Secondo Carbonari, “c’è poi l’aspetto economico rappresentato dall’evidente sperequazione tra i ricavi che la parte privata ottiene dall’operazione e le compensazioni ottenute dalla parte pubblica (ATI3, Vus e Comune di Foligno) a fronte delle numerose esternalità negative. Entreremo a breve nei dettagli di tali disparità, riscontrate nell’attenta lettura dei documenti ai quali, faticosamente, siamo riusciti ad accedere”.

“Il M5S – assicura in conclusione Carbonari – si farà carico di interpellare i servizi e le autorità competenti per verificare la correttezza e la legittimità dei provvedimenti assunti da ATI3 e già da martedì prossimo si auspica un confronto in sede di Assemblea legislativa”.

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