Umbria: disoccupazione in aumento. Fiorini e Mancini: “Ecco i danni causati dal Jobs Act e dal PD”

I consiglieri regionali leghisti: “Secondo i dati IRES crollano le assunzioni a tempo indeterminato e aumentano disoccupati e cassintegrati. Questa è la ripresa millantata ad aprile dal vicepresidente della regione Umbria Paparelli”

“Un crollo delle assunzioni a tempo indeterminato pari a circa il 45%, un saldo negativo di circa 2200 unità tra assunzioni e cessazioni, un tasso di disoccupazione che resta su livelli molto alti, sommati a cassaintegrati in aumento: questi i risultati della politica del Pd che tanto in Italia quanto in Umbria miete vittime”.

Sui dati dell’occupazione in Umbria diffusi da un recente studio dell’Ires e sui danni causati dal Jobs Act intervengono i consiglieri regionali Lega Nord Umbria, Valerio Mancini ed Emanuele Fiorini, che continuano: “Quello tracciato dall’Istituto regionale dell’Economia Sociale e confermato dall’Inps relativo ai primi 6 mesi del 2016 non è altro che il ritratto di un disagio occupazionale che solo nella nostra regione coinvolge circa 80mila persone e fa dell’Umbria la realtà nazionale con il dato negativo più rilevante in termini di assunzioni a tempo indeterminato: di fatto siamo ritornati al 2014 quando erano state 6.656 contro le 11.826 del 2015.

Una chiara dimostrazione – secondo i due leghisti – di come il Jobs Act e le politiche del Governo in materia di occupazione siano state un concreto fallimento del Pd in Italia e in Umbria. Non bastava aver danneggiato il mondo scolastico con la “Buona scuola” riducendo il numero degli insegnanti di sostegno o spedendone altri per tutta la penisola, non bastava aver scippato migliaia di risparmiatori con il decreto “Salva Banche”, non bastava nemmeno avvantaggiare il commercio di prodotti esteri a scapito del made in Italy o esorcizzare sul reale significato della Famiglia, occorreva dare la mazzata finale a tutti gli italiani e agli umbri, quest’ultimi vittime sacrificali di un governo succube di Roma e distruggere così anche la vana illusione di ripresa, tanto millantata dal Vice Presidente Paparelli in una conferenza stampa lo scorso Aprile, smentita poi da dati oggettivi.

Quanto rilevato dall’Ires ci testimonia quello che da mesi andiamo denunciando, ossia la necessaria adozione di una politica economica alternativa basata sul rilancio della domanda, sul taglio drastico del cuneo fiscale di almeno il 10%, sull’abolizione della legge Fornero e destinare i milioni usati per l’immigrazione al sostegno dei lavoratori e degli imprenditori. Per fare questo – concludono Mancini e Fiorini –  serve una mobilitazione generale perché oramai la precondizione è mandare a casa Renzi e i suoi proconsoli umbri. Quale migliore occasione del referendum costituzionale, votando “no” ad una riforma che uccide la libertà di espressione dei cittadini?”.

Valerio Mancini e Emanuele Fiorini

Lega Nord Umbria

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