Geotermia, Eros Brega attacca: “Sono pronto a chiedere il referendum consultivo per dire NO alla centrale”

Intanto il sindaco di Castel Giorgio, Andrea Garbini, è stato convocato dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) per discutere del progetto di centrale geotermica sull’Alfina. Il consigliere regionale Brega (PD): “Occorre rispettare la volontà dei cittadini che non vogliono l’impianto geotermico. Mi auguro che il sindaco sia coerente con quanto assicurato in campagna elettorale”

(OrvietoNEWS.it) -“Un dovere della politica, etico e morale, rispettare il volere dei cittadini di quei territori. Se invece si vogliono stravolgere queste volontà credo che sia giusto promuovere un referendum per la realizzazione dell’impianto geotermico sull’Alfina”. Il presidente della Commissione ambiente della Regione Umbria, Eros Brega, continua con coerenza ad interpretare il sentimento dei cittadini e a rappresentare quanto deliberato prima dalla Commissione poi votato all’unanimità dal Consiglio regionale come da lui proposto.

“Una battaglia fatta da persone per bene che vogliono tutelare i diritti di tante persone per bene” la definì Brega nella primavera scorsa quando, alla vigilia della discussione in Commissione della “Risoluzione Geotermia”, in un incontro pubblico organizzato dal Pd dell’Alfina aveva condiviso con i cittadini di Castel Giorgio e i rappresentanti dei comitati locali la scelta di predisporre un documento che tutelasse appieno le istanze del territorio.

Oggi le novità arrivano dal Ministero dello Sviluppo Economico che per il 20 settembre ha convocato il primo cittadino di Castel Giorgio per discutere della realizzazione dell’impianto e fornire quelle che sono le sue intenzioni in relazione alla delibera della Regione Umbria che ha rimesso alla decisione dei Comuni la realizzazione dell’impianto.

Un altro passaggio di questa delicata vicenda che sta interessando la comunità castelgiorgese da ormai quattro anni e che ha visto il primo atto concreto in Consiglio regionale grazie all’intervento del Presidente Brega. E’ stato lui a proporre alla discussione in Commissione un documento condiviso e apprezzato dagli stessi comitati che si battono per la difesa del territorio. Un percorso che va necessariamente difeso e ribadito per difendere una fetta dell’Umbria dalla speculazione ambientale.

Stringendo al succo del dibattito: l’argomento ruota tra la sensibilità di difendere il territorio e la necessità della politica di rispettare le legittime richieste di una popolazione. Cosa ne pensa oggi Eros Brega, dopo il voto in Consiglio alla risoluzione della Commissione e l’ultima Delibera di Giunta?
“La prima cosa che ho fatto, come Presidente della Commissione Ambiente: sono andato a Castel Giorgio a confrontarmi con la comunità del luogo ascoltando e recependo le loro preoccupazioni. Ho riportato queste istanze all’interno di un documento altrettanto trasparente, mantenendo gli impegni assunti con cittadini e ottemperando ad esprimere un parere chiaro, netto, inequivocabile e libero. L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha ratificato e adottato all’unanimità, senza emendamenti e voti contrari, una proposta discussa e approfondita in Commissione Ambiente, espressa nella chiarezza di rispondere alla sensibilità dei castelgiorgesi di scongiurare che il territorio sul quale vivono venga compromesso dalla realizzazione dell’impianto geotermico”.

Al voto della “Risoluzione Geotermia” in Consiglio, impostata sulla difesa del territorio e il rispetto delle richieste dei cittadini, è sopraggiunta dopo mesi la delibera della Giunta Regionale che ha trasferito l’ultima parola al confronto tra il MISE (Ministero Sviluppo Economico) e i Comuni. Passo avanti o passo indietro?
“Di fronte ad un tema cosi delicato credo che chi fa politica deve sapersi assumere le proprie responsabilità. Ho fatto miei quei valori che hanno contraddistinto il NO alla realizzazione dell’impianto geotermico per tante motivazioni, ma soprattutto perché in quel territorio non si possono imporre delle scelte contro la volontà dei cittadini. Quindi voglio essere ancora più chiaro: se ancora c’è qualcuno che non ha compreso le preoccupazioni e le richieste di chi vive in quella zona dell’Umbria, allora si scelga la via del referendum. Un modo per esprimere in maniera ufficiale la posizione delle popolazioni coinvolte, al fine di trovare una sintesi chiara e trasparente a chi ancora vuole forzare la mano o continua a credere nei giochini”.

Referendum, ovvero: la massima espressione consultiva per dare la possibilità ai cittadini di esprimersi su un argomento. Proporlo in questa fase, alla vigilia dell’incontro Mise – Comune, ha un peso, oltre che evidente, abbastanza determinante. Secondo Eros Brega, cosa dovrebbe accadere in questi giorni e cosa si aspettano le popolazioni dell’orvietano?
“Intanto mi auguro che il sindaco di Castel Giorgio sia determinato nel ribadire la sensibilità dei suoi concittadini senza cambiare di una virgola la posizione del Comune dopo una campagna elettorale che ha confermato su tutti i fronti che la popolazione non vuole questo impianto. Per i castelgiorgesi e per le popolazioni dell’orvietano mi auguro che si dimostri con chiarezza, come abbiamo fatto in Commissione Ambiente, che le istituzioni sono in grado di tutelare i cittadini. Non si può e non si deve tentare di imporre un progetto contro la volontà dei cittadini. Se qualcuno sceglie strade poco chiare, tenta di forzare la mano o cede ai giochini di altri, allora l’unica strada è quella del referendum. L’Orvietano ha pagato e sta pagando un prezzo altissimo in termini ambientali. La geotermia, la realizzazione di certi tipi di impianti per lo sfruttamento delle energie rinnovabili, la questione rifiuti e discarica sono temi aperti e che hanno bisogno di una soluzione. Non possiamo permetterci di appesantire ancora di più un’area già ambientalmente “maltrattata”. Bisogna avviare subito una discussione per rilanciare il territorio, valorizzarne le sue bellezze ed esaltarne le qualità ambientali. E’ inutile fare inaugurazioni e spendere belle parole, i cittadini hanno bisogno di fatti concreti. Oggi siamo di fronte a questa necessità: vediamo chi preferisce tagliare nastri o chi preferisce difendere questi valori. Per questo se oggi sul tema della geotermia c’è bisogno di un atto evidente e pensiamo che il percorso fatto fin qui non sia ancora sufficiente per tutelare i diritti dei territori sono pronto a proporre al Consiglio regionale un Referendum consultivo sulla realizzazione dell’impianto geotermico. Io so chiaramente da quale parte stare, altri si assumano le proprie responsabilità”.

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