Perugia: palazzina trasformata in bordello. Arrestato 44enne italiano per sfruttamento della prostituzione

Sequestrati tutti gli appartamenti. Arrestato un tarantino residente a Perugia da tanti anni e denunciato un altro italiano

PERUGIA | (Il Messaggero) – Nell’ambito di una attività condotta dalla terza sezione della squadra mobile, diretta da Marco Chiacchiera, per il contrasto a delitti connessi allo sfruttamento della prostituzione, è stato arrestato un tarantino residente a Perugia da tanti anni e denunciato un altro italiano: secondo quanto ricostruito dagli investigatori il primo sarebbe la mente che ha messo in piedi una “palazzina dell’amore” alla prima periferia della città mentre il secondo avrebbe fornito una specie di servizio taxi a pagamento alle giovani donne che sceglievano gli appartamenti della palazzina per prostituirsi.

L’attività della squadra mobile inizia da un costante monitoraggio effettuato da personale della sezione preposta; l’indagine si è sviluppata seguendo un duplice binario: la verifica delle segnalazioni giunte (anonime e qualificate) e monitorando, nella rete, siti specifici di annunci sexy.  A fianco della classica attività di indagine basata su sopralluoghi ed appostamenti, infatti, è stato costantemente effettuato un’analisi, in internet, dei siti dedicati, avendo cura di verificare gli annunci inseriti al fine di risalire all’esatto luogo di incontro.

Sulla base di quanto riscontrato, è emerso che nell’immediata periferia era ubicata una palazzina composta di varie unità immobiliari tutte prese in affitto dall’indagato, il quale concedeva gli appartamenti solo ed esclusivamente a donne che pubblicavano in internet annunci di incontri esplicitamente sessuali. Durante i numerosi controlli effettuati a riscontro, non ci si trovava mai davanti ad inquilini “normali”: il comune denominatore per ottenere l’affitto di tali appartamenti era quello del passaparola tra le ragazze.

Avendo l’indagato la disponibilità (dai proprietari) tutta la struttura, con contratto uso abitativo e compilando con le ragazze un non richiesto né tantomeno necessario contratto di affitto a fini turistici, si è potuto a buon titolo considerare tutta la struttura abitativa come una vera e propria “casa di prostituzione” prevista e punita dall’art. 3 c. 2 L. 75/1958 (meglio nota come legge Merlin). L’abbondanza di riscontri ha fatto si che la Procura della Repubblica, iscrivesse i due indagati ed effettuasse al Tribunale di Perugia richiesta di misura cautelare che è stata concessa per uno dei due, con l’emissione di misura cautelare degli arresti domiciliari per il quantaquattrenne insospettabile e la denuncia in stato di libertà per F.S., anch’egli quantaquattrenne.

A fianco di tali misure, il G.I.P. emetteva anche decreto di sequestro preventivo dell’immobile composto di due edifici e ben nove unità abitative che, come disposto, venivano poste in sequestro con relativa apposizione di sigilli. Gli appartamenti sono di varie dimensioni, tanto che in alcuni di essi, durante i numerosi controlli, sono stati trovati anche coinquilini uomini e donne. L’ordinanza è stata eseguita da personale della III Sezione della Squadra Mobile con l’ausilio di tre unità del Reparto Prevenzione Crimine Umbria Marche. Al momento dell’esecuzione, all’interno dei vari appartamenti della struttura erano presenti sia ragazze sia uomini dediti alla prostituzione.

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