Sisma, salgono a 290 i morti. Sospetti su abusi edilizi: Procura pronta a sequestrare il municipio di Amatrice

Gli investigatori stanno acquisendo i nominativi delle imprese edili che ha realizzato lavori di ristrutturazione e di adeguamento sismico nei paesi colpiti dal terremoto. Sotto accusa anche la vigilanza da parte degli stessi Comuni 

IL DOSSIER – La conferma ai sospetti della procura di Rieti arriva dalla prima mappatura eseguita dai Vigili del fuoco nell’ area colpita dal terremoto: la maggior parte degli edifici che martedì notte si è sbriciolata dopo le scosse avrebbe subito opere di restauro su strutture preesistenti, lavori che ne hanno alterato la struttura. Un film già visto all’ Aquila nel 2009: sono i cosiddetti crolli anomali, finiti sotto processo dopo il sisma in Abruzzo. Uno screening più dettagliato sarà consegnato al procuratore Giuseppe Saieva nei prossimi giorni, quando sarà ultimato l’esame sulle condizioni di palazzi pubblici e privati.

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LE ANOMALIE – Ma dalla prima, provvisoria, valutazione dei Vigili del fuoco, chiamati a verificare le condizioni dei palazzi rimasti in piedi, emerge anche un quadro drammatico della situazione e delle prospettive che si annunciano per i residenti e gli sfollati. Cifre impressionanti: nel comune di Amatrice un immobile su due è inagibile, mentre sono centinaia gli edifici di valore storico artistico da mettere in sicurezza e migliaia le opere d’ arte da salvare.

Aumenti di cubatura non autorizzati, interventi interni negli appartamenti, come la demolizione di tramezzi o lo spostamento di muri. E ancora ristrutturazioni che hanno caricato i pilastri portanti di un peso eccessivo, oppure edifici recuperati senza tener conto delle norme antisismiche, come, con ogni evidenza, è avvenuto per la scuola Romeo Capranica di Amatrice. Ristrutturata nel 2012 e ridotta in macerie dalle scosse. Sono i risultati della prima mappatura stilata dai Vigili del fuoco sugli immobili pubblici e privati.

IL FASCICOLO – La relazione è ancora parziale ma, nelle prossime settimane, quando sarà completata sarà consegnata alla procura di Rieti che ha già aperto un fascicolo e dovrà accertare eventuali responsabilità. Già dopo un primo sopralluogo, a poche ore dal terremoto, il procuratore Saieva aveva rilevato una serie di anomalie tra le macerie, oltre a quelle che riguardano il crollo di edifici pubblici restaurati da poco.

Tetti intatti crollati sopra fragili strutture. Il quadro drammatico emerge invece dallo screening dei palazzi rimasti in piedi: la zona di Amatrice è totalmente inagibile e deve essere integralmente messa in sicurezza. Un quadro quasi analogo riguarda la condizione degli immobili di Accumoli. Ma se la situazione era evidente dalle immagini per i due comuni più colpiti, le prime verifiche dei Vigili del fuoco tracciano un quadro da emergenza nei comuni limitrofi. Secondo i rilievi, nel comune di Amatrice un immobile su due è stato ritenuto fatiscente. La situazione risulta meno drammatica nelle Marche dove però la mappatura non è ancora stata conclusa.

Sono 350 circa gli edifici di interesse storico e artistico che i Vigili del fuoco dovranno mettere in sicurezza, un migliaio le opere d’ arte da recuperare sotto le macerie o all’ interno di edifici ritenuti inagibili.

IL PATRIMONIO – Una prima ricognizione era stata fatta dai carabinieri del nucleo Tutela patrimonio artistico, 50 edifici sono risultati in condizioni molto gravi o crollate. Ad Amatrice sono ridotti in macerie la basilica di San Francesco, quella di Sant’ Agostino, l’ Arco di San Francesco, la chiesa San Giovanni.

A Urbino sono state rilevate alcune lesioni alle mura del Duomo, mentre ad Arquata del Tronto è crollata la torre medievale. Ma ai vigili che, da martedì scavano ininterrottamente e hanno prestato soccorso ai feriti, spetterà anche il compito di recuperare le opere d’ arte tra i calcinacci: quadri, statue, crocifissi, o di spostarli dagli immobili che risultano inagibili.

Valentina Errante per “Il Messaggero”

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