Spoleto, Berti replica: “Espressioni non riferite alla Bececco, messaggio inviato per errore”

L’autore dell’e-mail finita al centro delle polemiche si difende: “Per un errore ho inviato il messaggio anche all’ufficio stampa del Comune di Spoleto. Tuttavia il termine ‘transgender’ non era riferito alla Bececco ma ai consiglieri comunali di minoranza e alla loro ambigua attività politica”

Pubblichiamo la nota diffusa dal giornalista Renzo Berti in merito ai presunti insulti sessisti rivolti al vicesindaco di Spoleto Maria Elena Bececco

Forse sarà stato il classico colpo di sole di Ferragosto, ma nel leggere il comunicato stampa del sindaco Fabrizio Cardarelli, dapprima, sono trasecolato. Poi, quando mi sono ripreso, mi sono chiesto se le infamanti calunnie del Primo Cittadino facciano parte del suo bagaglio politico e culturale. Di certo, la via giudiziaria per tentare di intimidire l’avversario in tutte le sue forme (non ultima la querela al portavoce di Spoleto Sì) è cosa che Cardarelli ben conosce.

Il Sindaco, infatti, asserisce nella sua nota che io ho inoltrato il comunicato stampa al capogruppo del Pd, Dante Andrea Rossi ed ai consiglieri Paolo Martellini e Laura Zampa con un commento in cui definisce testualmente: “Manovratrice transgender” il vice sindaco Maria Elena Bececco. Preciso che, per un errore di digitazione sul mio I Phone, il comunicato è stato inoltrato senza volerlo anche all’Ufficio Stampa del Comune.

Tali affermazioni sono assolutamente calunniose. Appare del tutto evidente come il Sindaco Cardarelli, con una voluta azione mistificatrice, ometta volutamente ed artatamente, di inserire tutta la frase contenuta nella mia mail, nella quale non compare mai il nome del vice sindaco Maria Elena Bececco – come posso provare dal mio I Phone – e, soprattutto, ometta la punteggiatura esclamativa che dà alla frase stessa un senso assolutamente differente da quello che lui stesso vuol far credere.

Pertanto, ritengo che la vicenda sia stata montata ad arte con l’intento di danneggiare irrimediabilmente la mia reputazione, la mia immagine, e soprattutto, la mia dignità. Tale situazione mi ha provocato un profondo malessere.

In realtà, la mia espressione era rivolta, come appare inequivocabilmente dalla digitazione risultante dal mio I Phone, ai presunti componenti di una opposizione, che tale non appare spesso essere, in assenza di azioni reali di contrapposizione all’operato dell’amministrazione Cardarelli. E la parola “TRANSGENDER” voleva evidenziare proprio ciò: una ambiguità di merito, che non sono né opposizione né maggioranza, lasciando prevalere il “non governo” della nostra città, o dando adito all’esistenza di uno strisciante trasversalismo. Per questo, alcuni mesi addietro, ho consumato uno strappo profondo dal gruppo consiliare del Pd e dal Partito democratico di Spoleto, non rinnovando neppure la tessera del Partito per l’anno 2016.

Quindi, con il punto esclamativo dopo la parola “TRANSGENDER”, volevo solo ed esclusivamente aggettivare come ambigui nel loro operato politico gli esponenti di minoranza cui ho inviato la mia mail! Altro che insulti sessisti!! Per me, che rivendico di saper usare la lingua italiana, a differenza di tanti altri e di chi della maggioranza proviene da una cultura fascista, la parola “TRANSGENDER” non ha il significato offensivo che vuole far passare qualche nostalgico camerata! Perché io ho il massimo rispetto, per mia cultura, di qualsivoglia scelta sessuale e sensibilità di ogni individuo. Ed ho apprezzato, a tal proposito, alcune scelte del Governo Renzi in merito!

Perché, allora, tutto questo polverone?? Io non ho nessun motivo personale per offendere il vice sindaco con la cui famiglia ho sempre mantenuto cordiali rapporti, abitando nella stessa frazione per lunghissimi anni. E, poiché le mie conoscenze dialettiche sono pari a quelle matematiche del signor Sindaco, rivendico il diritto di esprimere il mio dissenso verso quella che consideravo essere la mia parte politica e denunciarne la debolezza, o peggio l’assenza, dell’azione politica su temi cruciali della città di Spoleto (come anche nell’articolo sulla sanità da me allegato nella mail in questione)!! E non posso accettare che la mia libertà di pensiero venga calunniosamente strumentalizzata da un sindaco, che è totalmente incapace, politicamente, di svolgere il proprio ruolo, di dare risposte ai bisogni di Spoleto ed è, questo sì, sempre impegnato in un perenne scaricabarile verso altri, per non assumersi mai nessuna responsabilità e coprire la propria inettitudine amministrativa!!

“Ciarpame” avrebbe detto Madame Veronica Lario in Berlusconi. Ciarpame dal quale devo tutelare la mia immagine e quella della mia famiglia. A tale proposito, comunico sin d’ora di aver dato mandato ai miei legali; Prof. Avv. Simone Budelli del foro di Perugia e Avv. Massimo Franceschelli del foro di Pescara di intentare azione penale e civile nei confronti del signor sindaco Cardarelli e di quanti, in concorso, abbiano calunniato la mia persona richiedendo la somma di un milione di euro a titolo risarcitorio. Fatto salvo ed impregiudicato ogni diritto e riservandomi di devolvere parte del ricavato per finalità sociali legate alla città di Spoleto.

Grazie per l’ospitalità

Dott. Renzo Berti

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