Scuola, Presidi chiedono il video-provino ai prof che vogliono insegnare

La scuola ai tempi di Renzi: tra “talent show” e i film trash tipici della commedia-sexy all’italiana. Il Codacons presenta esposto in Procura sulla richiesta di due Presidi toscani: “Favorite le donne avvenenti”

ROMA – La scuola italiana “sotto il Governo Renzi sembra trasformarsi in un gigantesco reality show”. Lo denuncia il Codacons, criticando duramente la scelta di alcuni presidi che hanno chiesto ai docenti di inviare, oltre al proprio curriculum, un loro video a figura intera. “Da pochi giorni sono partite le operazioni di assegnazione dei docenti alle scuole, attraverso il metodo della ‘chiamata diretta’. Il docente invia il curriculum che sarà vagliato dal dirigente scolastico, il quale provvederà poi ai colloqui e all’ assegnazione degli incarichi. Alcuni presidi, tuttavia, hanno forzato la mano, chiedendo ai candidati – spiega l’ associazione di consumatori – di inviare il curriculum accompagnato da un video di presentazione dove i docenti devono mostrarsi a figura intera. Secondo quanto riportato da alcuni siti specializzati, i protagonisti della vicenda sarebbero l’ Istituto Comprensivo Pier Cironi di Prato e l’Istituto Comprensivo Statale “A. Frank – Carradori di Pistoia“. “Ci manca solo che i presidi chiedano ai docenti di ballare e cantare, e poi ci troveremmo di fronte a un qualsiasi provino per il ‘Grande Fratello’. Si tratta – afferma il presidente Codacons, Carlo Rienzi – di una richiesta inaccettabile, che trasforma la scuola in un mega-reality show, e contro la quale chiediamo al Ministero dell’ istruzione di intervenire con urgenza, per bloccare eccessi che mortificano gli insegnanti senza nulla apportare al miglioramento dell’ istruzione”.

ESPOSTO IN PROCURA – Il Codacons ha inviato un esposto alle Procure di Pistoia e Prato, dove si trovano i due istituti scolastici finiti nella bufera. “L’ esame del corpo degli insegnanti – dichiara il Codacons – potrebbe inoltre creare disparità di trattamento, con docenti di sesso femminile e di bell’aspetto preferite a colleghi uomini o magari a insegnanti in carne o meno avvenenti.

“La modalità di presentazione delle auto-candidature, richiesta dai dirigenti dei due Istituti scolastici, risulta essere a dir poco sconcertante e inaccettabile per una vasta gamma di motivazioni – scrive il Codacons nell’esposto – In primis, ciò che salta subito all’attenzione è sicuramente la circostanza che in nessun provvedimento legislativo (legge 107/2015 e Linee Guida del Miur) è previsto che i Dirigenti scolastici possano vestirsi di una autorità tale da potersi attribuire la facoltà di richiedere video di presentazione (a figura intera) come modalità per auto-candidarsi a un posto vacante di docenza. Difatti la disciplina di riferimento prevede che i Dirigenti debbano richiedere ai docenti i relativi curricula ed eventualmente effettuare colloqui di persona o in remoto (quindi tramite l’utilizzo di strumenti appositi). Ma null’altro viene riferito in merito alla possibilità di richiedere video di presentazione. Pertanto, sulla base di tali considerazioni, le modalità di presentazione delle auto-candidature imposte dai due Istituti Scolastici dovrebbero essere considerate prive di qualunque fondamento giuridico che le possa legittimare; per di più è appena il caso di notare come queste potrebbero essere considerate in contrasto con alcuni principi fondanti della nostra Carta Costituzionale. Sul punto inoltre è doveroso rappresentare come la condotta tenuta dai dirigenti degli istituti scolastici de quo, potrebbe rappresentare una pericolosa lesione del diritto – ormai fondante del nostro ordinamento giuridico, economico e sociale – alle pari opportunità di ogni persona, uomo o donna che sia”. Per tali motivi il Codacons ha chiesto alle due Procure di “accertare la situazione denunciata e se nei fatti possano celarsi a carico di tutti coloro che risulteranno responsabili, eventuali fattispecie penalmente rilevanti, soprattutto avuto riguardo – oltre che al supposto contrasto con i principi Costituzionali – anche al reato di abuso di ufficio ex art. 323 c.p.”. Al Ministero dell’Istruzione l’associazione ha invece chiesto di “emanare al più presto ulteriori e più chiare Linee Guida, avuto riguardo al discutibile ed equivoco meccanismo della ‘chiamata diretta’ dei docenti da parte dei dirigenti scolastici, affinché tale meccanismo non possa essere più fonte di assurde condotte di comportamento che ledano la dignità professionale e personale dei docenti e degli utenti della ‘Buonascuola’ tutta”.

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE –  I deputati del PD Marco di Dello e Camilla Sgambato, hanno presentato un’interrogazione al Ministro dell’ istruzione Stefania Giannini sul sul comportamento dei due dirigenti scolastici di Prato e Pistoia. Date le linee guida del Ministero dell’ istruzione, dell’ università e della ricerca sopra enunciate, alcuni dirigenti scolastici, nel valutare i candidati si sono spinti ben oltre quanto previsto dalla legge, chiedendo espressamente come nel caso dell’ istituto Comprensivo «Pier Cironi» di Prato e dell’ istituto Comprensivo Statale «A. Frank-Carradori» di Pistoia che sia aggiunta alla mail di autocandidatura un video a figura intera che, ovviamente, nulla ha a che vedere con i criteri previsti di esperienze, formazione e titoli e che nulla aggiungere merito alle capacità e utilità del docente stesso in capo all’ Istituto – scrivono nell’ interrogazione i deputati -. Chiediamo se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti nelle premesse, e se non ritenga di intervenire, con la massima urgenza, al fine di evitare atteggiamenti da parte dei dirigenti che nulla hanno a che vedere con il merito ma che piuttosto potrebbero trasformarsi in elementi di discriminazione che mortificano gli insegnanti, senza nulla apportare al miglioramento dell’ istruzione». Il caso scoppiò all’ inizio del mese dopo che Codacons della Toscana intervenne sulla richiesta dei due presidi. LA dirigente del comprensivo Frank-Carradori, Margherita De Dominicis, si difese spiegando: «Chi critica il nostro lavoro non considera quale responsabilità ricade su un dirigente scolastico chiamato a scegliere gli insegnanti da far entrare in una classe di bambini»

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