Monnezza di Roma a Terni ed Orvieto. La governatrice umbra Marini: “Pronti alle barricate”

Il comitato NO INCENERITORI di Terni: “La regione Umbria deve bocciare la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale che permetterà ad ACEA di bruciare 30 mila tonnellate di rifiuti a Terni”

Una dichiarazione del sindaco di Roma, sul conferimento dei rifiuti, ha mandato in subbuglio l’Umbria e la provincia di Terni in particolare. “Stante i contratti in essere – ha detto Virginia Raggi in consiglio comunale – si chiede priorità di conferimento rispetto a terzi che già conferiscono verso impianti Acea già esistenti (San Vittore, Aprilia, Orvieto e Terni) incardinati sull’inderogabile principio comunitario di prossimità e validazione operativa del 51% di proprietà comunale”.

LA PRESIDENTE DELLA REGIONE UMBRIA –  “Ma che siamo su scherzi a parte? Attendo dichiarazioni dei 5 stelle umbri in merito ad Orvieto e Terni.” Lo scrive la governatrice Catiuscia Marini.  “Ovviamente – continua – spero che la notizia sia infondata altrimenti mi trovano, questa volta, ai posti di combattimento”.

COMITATO “NO INCENERITORI” DI TERNI – Il Comitato “No Inceneritori” di Terni ha immediatamente diffuso una nota, dove dati alla mano, chiede alla Regione Umbria di bocciare la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) che consentirà ad Acea di bruciare altre 30 mila tonnellate di rifiuti urbani a Terni.

“È di ieri – dice il comitato No “Inceneritori” – la dichiarazione della nuova sindaca di Roma, Raggi in cui, per la prima volta in modo chiaro, si fa riferimento all’inceneritore di Terni come destinatario di rifuti urbani della capitale, insieme ad altri impianti del Lazio e alla discarica di Orvieto. Finalmente, quindi, sappiamo da dove verranno i rifiuti urbani da bruciare nell’inceneritore, quelle 30mila tonnellate di rifiuti speciali (cioè rifiuti urbani post trattamento) che Acea nel 2014 ha chiesto di bruciare con istanza alla Provincia di Terni. Ma magari aumenteranno col tempo, chi lo può sapere? Si sta materializzando in modo netto e in continuità con le precedenti giunte romane, quel piano industriale di Acea che punta a far diventare la municipalizzata entro il 2018 il terzo operatore a livello nazionale per volume di rifiuti trattati. Nessuna controtendenza o discontinuità rispetto alle volontà della municipalizzata romana che, seppure vede il comune di Roma proprietario del 51%, è in realtà in mano al Gruppo Caltagirone che ancora ne detiene il 16% e ai francesi di Suez che ne posseggono il 13%”.

“Così – continua il comitato – dietro lo spauracchio dell’emergenza rifiuti, quello che il Cda di Acea nominato dalla giunta Marino ha stabilito come obiettivo, cioè bruciare rifiuti urbani a Terni, si materializza, anzi viene invocato dalla nuova giunta per scongiurare una emergenza sanitaria. Come se a Terni da questo punto di vista stessimo messi bene. Che suoni chiaro tutto ciò a coloro che invocano macroregioni con il Lazio: la macroregione è già attiva, da quando nei primi anni 2000 si lasciò entrare Acea nella gestione del Servizio idrico e le si lasciò acquisire l’inceneritore costruito da Agarini e la discarica di Orvieto. Il risultato è un territorio che comprende tutta la provincia di Terni, in balia delle decisioni prese a Roma, qualunque sia la Giunta. In questi mesi la richiesta di Acea di bruciare i rifuti urbani dovrà passare per la fase di Valutazione di Impatto Ambientale in capo alla Regione Umbria. Sicuramente Acea starà stappando bottiglie per festeggiare l’esito favorevole della sua richiesta. Sta alla nostra città impedire che ciò avvenga e l’unico modo è dimostrare che siamo determinati a non far arrivare nemmeno mezzo camion di rifiuti, riprendendo la mobilitazione, le assemblee e le iniziative per coinvolgere il maggior numero di cittadini”.

PD UMBRIA – “L’incapacità dell’amministrazione di Roma non può essere scaricata su Orvieto e su Terni”. Lo dichiara Daniela Pimponi, responsabile ambiente e politiche dei rifiuti del Pd Umbria.

“Nella nostra regione – continuna Pimponi – il Partito Democratico ha rifiutato, a tutti i livelli, la scelta dell’incenerimento e si è impegnato, chiedendo un ulteriore sforzo a tutti gli amministratori e i cittadini umbri, a ridurre drasticamente l’uso delle discariche per evitarne ampliamenti scellerati. Non c’è nessuna onestà – dice l’esponente democratica- nel pontificare la sostenibilità e poi imporre con prepotenza il vecchio sistema degli inceneritori e delle discariche, possibilmente lontano dal proprio giardino e dai propri consensi”.

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