Essere bella non è reato, ma un PM deve mantenere il decoro anche nel privato

Cosa dovrebbero pensare i familiari delle vittime dell’incidente ferroviario di Andria vedendo questa foto? Immortala Simona Merra, uno dei pm della Procura di Trani che indaga sulla strage che ha provocato ventitré morti, ripresa ad una festa del 2013 con un uomo che le fa il baciapiede.

Simona Merra PM 2

L’uomo in questione è l’avvocato Leonardo De Cesare, legale del capostazione di Andria Vito Piccarreta, che dell’inchiesta è uno degli indagati. Sul caso vuole vederci chiaro anche il Consiglio Superiore della magistratura che ha aperto un’inchiesta. Il sospetto di un conflitto d’interesse guardando l’espressione d’intimità tra il pm e l’avvocato controparte in una indagine su ventitré morti c’è tutto.
La foto incriminata è arrivata, insieme all’esposto al quale era allegata, alla Prima Commissione del Csm. Il vicepresidente di Palazzo Marescialli, Giovanni Legnini, ha peraltro confermato come la Prima Commissione stia da tempo lavorando a «un’istruttoria preliminare per verificare se sussistano o meno le condizioni per promuovere la procedura di incompatibilità ambientale e funzionale in relazione ai fatti narrati e ai magistrati» tranesi coinvolti «in diversi esposti». Molti dei quali riguardano proprio i rapporti tra magistrati e avvocati del distretto. Anche la denuncia con la foto del pm Merra, ha aggiunto Legnini «confluirà pertanto nella procedura in corso e nell’ambito della stessa sarà valutato».

Questa foto, le altre uscite dopo che ritraggono insieme il pm Merra e l’avvocato De Cesare e le parole di Legnini svelano chiaramente come a Trani ci sia un intreccio di relazioni tra avvocati e magistrati poco chiaro. Forse incompatibile con un corso della giustizia al di sopra di ogni sospetto.

Un magistrato, visto il delicato ruolo che ricopre, deve mantenere il decoro sempre, anche nel privato. Tanto più nell’era dei social network dove uno scatto sfuggito incautamente può fare subito il giro del web. Va dato atto alla pm Merra di aver mostrato senso di responsabilità nel lasciare subito il pool investigativo ed evitare ulteriori polemiche. Destano perplessità però alcune sue precisazioni. «L’ho fatto», ha detto al Corriere della Sera, «per restituire serenità ai miei due figli e all’intera Procura. Questa mattina (ieri, ndr) alle 8 mi sono blindata in ufficio e ho deciso di preparare la richiesta di astensione. Il mio capo, Francesco Giannella, ha apprezzato molto, lodando il mio senso di responsabilità. Da domani lavorerò su nuovi fascicoli con lo stesso impegno di sempre. Spero almeno che i familiari delle vittime ora siano contenti. Hanno chiesto che facessi un passo indietro e io l’ho fatto. Mi auguro però che d’oggi in poi finiscano tutti questi pettegolezzi infondati, questo fastidioso chiacchiericcio da mercato».

Il problema è che il «chiacchiericcio» e i «pettegolezzi» di cui parla la pm non sono stati creati ad arte da qualcuno in vena di fare gossip ma sono il frutto delle foto e di un uso disinvolto del proprio profilo Facebook in cui, ad esempio, la Merra si definisce «beata tra gli uomini» e svela dettagli intimi anche questi ora al vaglio del Csm. È normale che i familiari delle vittime della strage di Andria protestino, peraltro in maniera assolutamente rispettosa e dignitosa. Non è normale che un pm si comporti così.

Antonio Sanfrancesco per “Famiglia Cristiana”

 

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